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venerdì 6 febbraio 2015

Per il Senato dare dell'orango alla Kyenge non è un offesa!



BBC titola: Polemica razzista in Italia, Cécile Kyenge paragonata ad un orango tango
[Un titolo della BBC sull'accaduto]

Offendere una donna, una persona, chiamandola ripetutamente "orango", per il nostro Senato non è né offensivo né diffamatorio. La 'giunta per le Elezioni e le immunità' del Senato non ha infatti dato l'ok a procedere nei confronti di Roberto Calderoli che offese l'ex ministro Cecile Kyenge definendola un "orango" ... questo è il nostro parlamento e, guardando i personaggi che lo compongono, purtroppo non me ne stupisco affatto!

Roberto Calderoli definì Cécile Kyenge “orango”, ma secondo la giunta per le Elezioni e le immunità del Senato non è perseguibile per diffamazione aggravata da finalità di discriminazione razziale. Il leghista in un comizio a Treviglio il 13 luglio 2013 aveva detto: “Quando vedo la Kyenge penso a un orango”, ma secondo i parlamentari di Pd, Forza Italia, Ncd e Autonomie non basta per farlo processare. La sua condotta è stata ritenuta infatti insindacabile in quanto coperta dal primo comma dell’articolo 68 della Costituzione, in base al quale “i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. (Fatto Quotdiano)




 

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