> Un mese prima della strage di via d'Amelio, "Borsellino corre seri pericoli per la sua incolumità" >

sabato 25 ottobre 2014

Un mese prima della strage di via d'Amelio, "Borsellino corre seri pericoli per la sua incolumità"



La notizia, se confermata la veridicità, è di quelle da far riflettere e non poco su cosa successe veramente in quegli anni bui ... una nota riservata del comandante generale dell’Arma dei carabinieri del 20 giugno 1992, cioè un mese dopo la strage di Capaci in cui fu ucciso Giovanni Falcone, e un mese prima di quella di via d’Amelio in cui verrà poi ucciso Paolo Borsellino , avvertiva già chiaramente che brutta aria tirasse durante quei giorni nei confronti del Pm antimafia.

Qui uno stralcio della notizia dal Corriere della Sera (Giovanni Bianconi):
Pur senza usare il termine «trattativa», l’appunto del comandante dei carabinieri fa esplicito riferimento agli obiettivi perseguiti dalle bombe mafiose; e sembra collimare con l’idea del ricatto alle istituzioni ipotizzato dall’accusa nel processo che vede alla sbarra boss, ex ufficiali dei carabinieri ed esponenti politici dell’epoca. Tra i quali Mannino, che proprio temendo per la propria vita avrebbe dato l’input per avviare i primi contatti tra investigatori e «uomini d’onore».
Scriveva il generale Antonio Viesti al direttore del Sismi: «Nel quadro dell’attività informativa finalizzata a chiarificare le attuali direttrici operative di Cosa Nostra, sono state acquisite da più fonti fiduciarie notizie circa l’intendimento dei vertici dell’organizzazione criminale di opporsi con determinazione all’attuale azione di contrasto dello Stato, agendo contemporaneamente su due fronti». Con le seguenti finalità: «Indurre un clima di grave intimidazione nei confronti di politici, per flemmatizzare l’impegno contro la criminalità, ed eliminare fisicamente alcuni inquirenti evidenziatisi nella recente, proficua attività di repressione». 





 

Nessun commento:

>