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lunedì 27 ottobre 2014

Eutanasia, Brittany Maynard e la decisione di morire tra pochi giorni ...



Brittany Maynard


Questa è la triste storia di Brittany Maynard, ventinovenne americana, che ha fatto il giro del mondo, commosso e creato non poche polemiche (anche per la copertina di People che vedete qui sopra, fortemente criticata per aver ritoccato l'aspetto della ragazza) dopo aver reso pubblica la sua decisione di morire tra qualche giorno nello Stato dell' Oregon, uno dei tre Stati americani che permette l'eutanasia, il prossimo 1° novembre prima che il cancro al cervello, allo stato terminale, prenda definitivamente il sopravvento sul suo corpo.

Qualche giorno fa aveva dichiarato, “Non sono una suicida e se lo fossi stata l’avrei già fatto, ma sto morendo e voglio farlo. Il mio tumore è così grande che servirebbero delle potenti radiazioni al cervello solo per rallentarne l’avanzata ma con effetti collaterali spaventosi, tra cui le ustioni. Con la mia famiglia abbiamo ragionato e verificato che non esiste un trattamento. Le cure palliative inoltre non riducono comunque il dolore devastante e la possibilità che possa perdere a breve le capacità cognitiva e di movimento, ho deciso quindi per una morte dignitosa”.

E lasciando da parte le polemiche sulle copertine o fesserie simili, non posso che dare tutto il mio appoggio, sostegno, la mia solidarietà a questa sfortunata ragazza che ha avuto il coraggio (e la possibilità) di scegliere come terminare la propria esistenza, senza ulteriori sofferenze e in dignità!



La fine di questa storia è drammatica. Brittany Maynard a soli 29 anni ha un tumore al cervello che non le lascerà scampo. Ma a far discutere l'America e non solo è la decisione della giovane donna di scegliere l'eutanasia e di vivere gli ultimi giorni senza spegnere i riflettori. Si è trasferita da San Francisco nell'Oregon, dove il suicidio è legale, con Dan, quello che è suo marito da un anno, e il resto della famiglia. Da qui porta avanti una campagna mediatica per far conoscere il dramma dei malati terminali e affinché tutti loro, indipendentemente dalle condizioni economiche, "possano morire con dignità".(Rainews)






 

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