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giovedì 19 giugno 2014

Arriva la prima norma Ad Renzim ...



Che il presidente del Consiglio Matteo Renzi fosse un gran chiacchierone l'avevamo capito già da un pezzo, e non mi riferisco solo alle decine di dichiarazioni poi puntualmente smentite da lui stesso, ma anche alle decine di promesse non mantenute da quando è iniziato il suo mandato ... ricordate la storia di "una riforma al mese"? la spending review?  il taglio degli F35, delle Province, delle auto blu (che non è riuscito a vendere neanche su ebay) la riforma del Senato, quella della legge elettorale , il pagamento dei debiti verso le PA (proprio in questi giorni l'Ue ci ha rifilato l'ennesima  avvertimento poi scatteranno le sanzioni, che naturalmente pagheremo noi contribuenti, come solito), lo stanziamento di fondi per la tutela del territorio, il piano casa ecc ecc (qui trovate un bel riepilogo) ?

Ma a quanto sembra il presidente del Consiglio si è così velocemente adattato all'andazzo della casta che ha pensato bene di farsi la sua prima leggina Ad personam ... o meglio Ad Renzim!!!! Ecco quanto riporta il Fatto Quotidiano:






Per spiegarla, serve un passo indietro. Tre anni fa l’attuale presidente del Consiglio è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti di Firenze per danno erariale. La sentenza è del 4 agosto 2011: secondo i giudici contabili, quando era presidente della Provincia di Firenze (tra il 2004 e il 2009), Renzi è stato responsabile dell’assunzione irregolare di quattro persone nello staff della sua segreteria, con contratti a tempo determinato.

I quattro assunti (con chiamata diretta) sono stati inquadrati in una categoria contrattuale incompatibile con i loro curricula: nonostante non fossero laureati, sono entrati nella segreteria del presidente della Provincia con un contratto di categoria D invece che C. E quindi con stipendi eccessivi, rispetti al grado di preparazione.

Di conseguenza è stato rilevato il danno erariale: la Corte dei Conti ha condannato in primo grado Renzi al risarcimento di 14 mila e 535 euro, il 30 per cento della cifra complessiva di circa 50 mila euro, divisa con gli altri 20 condannati (tra cui figura l’ultimo presidente della provincia di Firenze, Andrea Barducci).

In attesa della sentenza d’appello prevista in autunno, però, l’illecito amministrativo imputato a Renzi potrebbe essere cancellato grazie a una norma del governo. Nel testo del decreto legge Madia (“misure urgenti per l’efficientamento della pubblica amministrazione e per il sostegno dell’occupazione”), c’è un articolo tagliato su misura per i guai del premier.

L’articolo 12 della riforma (“Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali”) introduce un paragrafo da aggiungere all’articolo 90 (secondo comma) del Testo Unico degli Enti Locali del 2000. Recita così: “In ragione della temporaneità e del carattere fiduciario del rapporto di lavoro si prescinde nell'attribuzione degli incarichi dal possesso di specifici titoli di studio o professionali per l'accesso alle corrispondenti qualifiche ed aree di riferimento”. Traduzione: con questa norma negli enti locali (comuni, province e regioni), le assunzioni a tempo determinato possono essere decise in modo discrezionale a prescindere dal percorso professionale e dal titolo di studio dei candidati.

Tra primo grado e appello, quindi, scomparirebbe la fattispecie che è costata la condanna amministrativa a Renzi. (via IlFattoQuotidiano.it)




 

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