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venerdì 18 aprile 2014

Cardinale Sgreccia, “la gravidanza è un dovere anche per le donne violentate”




L'ennesima perla di vita (quando si tratta di quella degli altri) arriva questa volta dal Cardinale Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e direttore al «Gemelli» del Centro di Bioetica e dell’istituto creato all’Università Cattolica, che in un intervista a La Stampa rilascia le solite indecenti dichiarazioni contro l'aborto.

Quello che io non riesco a comprendere (oltre come La Stampa possa pubblicare un'intervista simile senza la minima replica, senza il minimo sdegno), perchè i cattolici pretendono di imporre il loro pensiero a tutto il mondo, quando invece chi è favore dell' aborto chiede semplicemente di avere diritto poter scegliere?

"La vita è un bene primario. Come per le donne violentate, c’è il dovere di portare a termine la gravidanza".Fa esplicito riferimento al messaggio di Giovanni Paolo II alle bosniache stuprate in guerra il cardinale bioeticista Elio Sgreccia (..) "Il fatto che sia lì per errore, e che non sia il figlio che la coppia voleva, non sarebbe comunque motivo sufficiente per abortire. Certo, per non interrompere la gravidanza si chiede alla donna l’eroismo di vedervi il bene primario della vita come chi lo riconosce in un bimbo abbandonato per strada. Comprendo che la situazione possa anche essere percepita come un’intrusione. Anche per me è una storia inaudita che crea turbamento. Ma comunque sia avvenuto il concepimento non sarebbe eticamente ammissibile l’aborto (...) Per violenza, per errore o incompetenza dei medici oppure per deliberato contratto (come accade nella fecondazione eterologa) la sostanza non cambia e rimane comunque il dovere di portare a termine la gravidanza". (laStampa.it - via Rete l'Abuso)




 

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