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martedì 11 marzo 2014

Roma, donna abortisce nel bagno dell'ospedale senza ricevere assistenza!





Abortisce nel bagno dell' ospedale Pertini di Roma, dopo 15 ore di sofferenze, senza che nessuno dell'ospedale intervenisse! E' questa la denuncia di Valentina, una donna affetta da una malattia genetica e che aveva deciso di ricorrere all'interruzione di gravidanza, al quinto mese, come previsto dalla legge ... di seguito uno stralcio dell'intervista rilasciata dalla donna a Repubblica che racconta l'accaduto e accusa i medici obiettori di coscienza:

"Ho una malattia genetica trasmissibile rara e terribile, ma in teoria posso avere figli, quindi per me non è previsto l'accesso alla fecondazione assistita, alla diagnosi pre-impianto. A me questa legge ingiusta concede solo di rimanere incinta e scoprire, come poi è avvenuto, che la bambina che aspettavo era malata, condannata. Lasciandomi libera di scegliere di abortire, al quinto mese: praticamente un parto".

Quando ha deciso di abortire?
"Ci avevamo tanto sperato in quei mesi che il piccolo fosse sano, ne avevamo già perso uno per gravidanza extrauterina. È stato un colpo, ma la malattia è terribile per cui con mio marito Fabrizio abbiamo deciso..."..

E qui comincia la serie dei medici obiettori.
"Scopro che la mia ginecologa lo è, si rifiuta di farmi ricoverare. Riesco dopo vari tentativi ad avere da una ginecologa del Sandro Pertini il foglio del ricovero, dopo due giorni, però, perché soltanto lei non è obiettore".

È il 27 ottobre 2010 quando entra in ospedale.
"Incominciano a farmi la terapia per indurre il parto, a base di candelette, mi dicono che non sentirò nulla. E invece..."

Cosa accade?
"É stato un inferno. Dopo 15 ore di dolori lancinanti, tra conati di vomito e momenti in cui svengo, con mio marito sempre accanto che non sa che fare, che chiama aiuto, che va da medici e infermieri dicendogli di assistermi, senza risultato, partorisco dentro il bagno dell'ospedale. Accanto a me c'è solo Fabrizio".

Medici e infermieri?
"Venivano per le flebo, ma nessuno li ha visti arrivare quando chiamavo aiuto. Nessuno ci ha assistito nel momento peggiore. Forse perché da quando sono entrata a quando ho partorito era cambiato il turno, c'erano solo medici obiettori".

Continua ...




 

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