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giovedì 6 febbraio 2014

Inchiesta 'Corriere della Sera': Così si muore nelle carceri Italiane!



Ho parlato spesso delle tristi vicende legate alle morti di Cucchi, Lonzi, Uva, Perna (e tanti altri come loro), tutti ragazzi morti (ammazzati) in carcere, vittime di un sistema, vittime di uno Stato che non fa nulla per tutelare la vita di chi, si ha sbagliato (appunto sta cercando di scontare una pena), ma che purtroppo troppo spesso non  riuscirà mai a finire di scontare e non tornerà mai più a vedere la luce del sole. Proprio riguardo a questo vi propongo l'interessante inchiesta del Corriere della Sera "Così si muore nelle “celle zero” italiane" (il video contiene immagini forti e di violenza inaudita), con la speranza di riuscire ad aprire un po' gli occhi ai tanti che ancora non capiscono che tutto questo non può essere accettato in una nazione che si vuol definire "civile"!



Per quando questa inchiesta sarà tolta dal sito del Corriere (più o meno 48 ore), in carcere sarà morta un’altra persona. Sono 2230 decessi in poco più di un decennio. Quasi un morto ogni due giorni. Morte naturale, arresto cardio-circolatorio, suicidio. Queste le cause più comuni. Quelle scritte sulle carte. Poi ci sarebbero i casi di pestaggio, di malasanità in carcere, di detenuti malati e non curati, abbandonati, le istigazioni al suicidio, le violenze sessuali, le impiccagioni a pochi giorni dalla scarcerazione o dopo un diverbio con il personale carcerario. Sono le ombre del sistema. La versione ufficiale è che il carcere è “trasparente”, sono tutte fantasie, storie metropolitane.
«‘I detenuti, ormai, l’hanno presa come una moda quella di denunciare violenze». Parola di Donato Capece, leader del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria).
Per essere credibili bisogna portare le prove, le testimonianze. In che modo? «Il carcere è un mondo a parte, un sistema chiuso dove si viene a sapere quello che io voglio che si sappia e dove le carte si possono sistemare a piacimento. Il sistema tende a proteggere se stesso» sintetizza Andrea Fruncillo, ex agente penitenziario di Asti. (
CONTINUA ...)




 

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