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giovedì 14 marzo 2013

Papa Francesco I, i rapporti con la dittatura argentina, la destra peronista (e l'omofobia)!



Papa Francesco: Bergoglio e la storia della foto con il dittatore


Ieri, dopo le dimissioni inaspettate di qualche settimana fa di Papa Benedetto XVI, è stato nominato il nuovo Papa, Francesco I,  Jorge Mario Bergoglio, Argentino di origini piemontesi, da 15 anni arcivescovo di Buenos Aires e presidente dei vescovi argentini ... ma per le cronache tradizionali vi lascio ai soliti Repubblica, Corriere della Sera ecc ecc, io ve lo voglio presentare così, mostrando l'altra facciata della medaglia, quello che i soliti quotidiani non amano mostrare ... ecco appunto questo pezzo sul nuovo Papa, che a quanto pare è già ben noto alle cronache ...



Bergoglio nella metro a Buenos Aires

Un atteggiamento controverso verso la dittatura militare in Argentina, che sterminò migliaia di persone, soprattutto oppositori politici: è questa l'ombra che grava sul neo pontefice argentino Jorge Bergoglio. Un'ombra che ha accompagnato negli anni l'ex cardinale di Buenos Aires e che lui stesso ha cercato in più occasioni di dissolvere, senza mai riuscirci completamente. Dopo la nomina a pontefice sul web sono circolate vecchie foto che lo ritraggono accanto a Jorge Rafael Videla, l'autore del golpe del 1976. Mentre diversi media hanno riproposto le tesi sul ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, racchiuse nel libro “L'isola del Silenzio” del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che analizza il ruolo della Chiesa nel periodo piu tragico del Paese sudamericano.


E a proposito di Horacio Verbitsky, sono arrivate proprio in questi giorni, dopo l'accendersi di ulteriori polemiche in seguito della proclamazione di Papa Francesco I, nuove dichiarazioni del giornalista Argentino riguardo ai presunti coinvolgimenti di Bergoglio con la dittatura Argentina ...

Lo scrittore e giornalista argentino conferma le responsabilità del nuovo pontefice negli anni del regime dei generali: "Le carte che ho trovato non lasciano dubbi. Da parte sua nessuna richiesta di perdono, solo ambiguità. La sua elezione è una disgrazia per l'Argentina e il Sudamerica" (qui il resto dell'intervista).


Qui un approfondimento (da PeaceReporter) proprio sui rapporti tra Bergoglio e la dittatura Argentina ...

Nel febbraio del ’76, un mese prima del drammatico colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andare, non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro .
(..) Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano.
(..) Alle accuse dei padri gesuiti di averli traditi e denunciati, il cardinal Bergoglio si difende spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia di fronte a un imminente pericolo. Un botta e risposta che è andato avanti per anni e che Verbitsky ha sempre riportato fedelmente, fiutando che la verità fosse nel mezzo. Poi la luce: dagli archivi del ministero degli Esteri sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti, mettendo fine a ogni diatriba. 


Ma non è tutto, nel libro di Verbitsky viene raccontato anche di Bergoglio e le sue attività politiche vicine alla destra peronista ...

Nel libro, inoltre, Verbistky spiega come Bergoglio, durante la dittatura militare, abbia svolto attività politica nella Guardia di ferro, un’organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena sviluppatasi fra gli anni Venti e i Trenta del Novecento, legata al nazismo. Secondo il giornalista, l’attuale arcivescovo di Buenos Aires, quando ricoprì il ruolo di Provinciale della Compagnia di Gesù, decise che l’Università dei gesuiti fosse collegata a un’associazione privata controllata dalla Guardia di ferro. Controllo che terminò proprio quando Bergoglio fu trasferito di ruolo. “Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio”, incalza Verbitsky. “Lui agisce con il tipico stile di un politico. È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo.
Oggi. Nonostante non abbia mai ammesso le sue colpe, il presidente dei vescovi argentini ha spinto la Chiesa del paese latinoamericano a pubblicare una sorta di mea culpa in occasione del 30esimo anniversario del colpo di Stato, celebratosi lo scorso marzo. 


Per non parlare di tematiche come l'aborto ...

Nel settembre scorso la Corte Suprema di Buenos Aires voleva depenalizzare l’aborto e l’allora arcivescovo disse che sarebbe stata una decisione “disdicevole“. “Ancora una volta – fece scrivere in una nota – si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L’aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto”.


il suo pensiero su omosessualità e matrimonio gay, la dice lunga sul tipo di personaggio (in perfetta linea con le idiozie della Chiesa) ...

Controversa – ma fedele alla linea – anche la posizione sugli omosessuali. Per quanto progressista nei temi sociali, infatti, Bergoglio reagì quando tre anni fa in Argentina venne presentato il progetto di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’arcivescovo di Buenos Aires scrisse una lettera alle monache carmelitane di Buenos Aires in cui definiva il disegno di legge “movida del diablo”, una mossa del diavolo, e le incitava a pregare per una “guerra di Dio” contro il progetto. Anche (ma non solo) per questo nacquero le non poche ruggini con la presidente Kirchner che accusò l’alto prelato di voler tornare ai tempi dell’Inquisizione.


Dure critiche arrivano soprattutto dal Cile, proprio per le politiche di Bergoglio, che secondo la principale associazione gay del paese, avrebbe messo in atto vere e proprie "crociate contro le minoranze" ...

«Ancora una volta la Chiesa pone a capo del Vaticano a un promotore dell'odio verso la diversità sociale e una figura del riferimento dell'omofobia e del disprezzo delle minoranze sessuali», ha detto il Movimento di integrazione e liberazione omosessuale (Movilh), in un comunicato. «ha intrapreso svariate e odiose crociate contro l'uguaglianza di diritti per le minoranze sessuali, offendendo questo segmento della popolazione, per esempio lottando con ogni mezzo perché il matrimonio gay non fosse approvato in Argentina».


Questo invece è quanto ha dichiarato sulle donne in politica (anche qui in perfetta linea con le boiate della Chiesa) ...

"Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo".


Insomma nulla di nuovo ... habemus Papa ...




 

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