> Tutta l'arroganza di Formigoni in un video. >

giovedì 29 novembre 2012

Tutta l'arroganza di Formigoni in un video.



Giovedì 22 novembre, aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, arriva il governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni, in compagnia di alcuni suoi collaboratori e in evidente ritardo, mancano appena 7 minuti alla partenza del volo per Milano e l'imbarco è ormai chiuso.

Chiunque a questo punto si metterebbe a sedere aspettando il prossimo volo, ma non Roberto Formigoni che evidentemente crede di possedere qualche facoltà in più dei comuni mortali, tanto da potersi permettere infrangere ogni regola esistente.

Infatti al rifiuto dell'hostess di imbarcarlo partono le pressioni arroganti di Formigoni, "avete firmato un contratto con noi, voi dovete rispettarlo, è un contratto internazionale, dovete rispettarlo", e ancora "L’areo è lì, su, 4 secondi e siamo bordo",  "Siamo qui perché vogliamo imbarcarci, no? Non siamo qui per leggere il giornale" . Il siparietto va avanti per diversi minuti, tutto ripreso da un altro Italiano, Alessandro, che era li in attesa del volo delle 15.25 e che ha immortala tutto con il suo cellulare.

Davanti l'inflessibilità dell'hostess francese che continua a negare l'entrata a Formigoni e ai suoi collaboratori, "mi spiace, ci sono delle regole, l’imbarco è chiuso", a quel punto il governatore della Lombardia passa al contrattacco chiedendo addirittura nome e cognome all'hostess“Il suo nome, signora? E’ possibile avere il suo nome e il suo numero?!”, mentre uno dei collaboratori del Governatore inizia a scattare diverse foto all'impiegata della Air France.

Alla fine, nonostante le pressioni e le intimidazioni (e frasi del tipo, "La vergogna dell’Air France, la vergogna dell’Air France"), Formigoni e i suoi collaborati si sono dovuti arrendere, sono tutti partiti con il volo successivo delle 15.25 !!!

Il caro Governatore forse non ha capito, che a differenza di quanto accade in Italia, all'estero le regole vanno rispettate!







video dal canale youtube, antefattoblog




 

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