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mercoledì 31 ottobre 2012

Fornero querelata per il suo "choosy"




I giovani Italiani sono "choosy"? e il ministro Fornero si becca una bella querela dal signor Claudio Zarcone, padre di Norman Zarcone, il dottorando in filosofia del Linguaggio e giornalista pubblicista, che nel settembre 2010 si suicidò gettandosi dal settimo piano della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo per protestare contro le "baronie universitarie".

Di seguito uno stralcio dell'esposto di Zarcone, al quale va tutto il mio rispetto e la mia stima, nei confronti della Fornero:

“Non è più concepibile che esponenti del governo continuino ad usare tale terminologia (da “bamboccioni” a “sfigati”, a “choosy”) riferendosi ai nostri giovani, poiché viene offeso il percorso individuale, umano e professionale di un’intera generazione di talenti che non godono di particolari guarentigie o di un nome altisonante. In questo modo mio figlio viene ucciso ripetutamente. Tutta la sua generazione (e non solo) viene delegittimata, frustrata e mortificata”. L’affermazione di un ministro della Repubblica, non necessaria, non richiesta, fuori dalle righe, “appare ingiusta e palesemente lesiva della dignità di tutti i giovani che, nonostante i titoli scolastici ed accademici conseguiti con merito e profitto, maturati anche con grandi sacrifici, personali e familiari, non ottengono riscontro sociale e non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro”. Zarcone chiarisce subito: “Ciò che preme sottolineare è che Norman non era né un “bamboccione” né “choosy”. D’estate faceva il bagnino in un circolo nautico di Palermo, 12 ore al giorno, per apprendere l’etica del lavoro e, soprattutto, per rendersi parzialmente autonomo. (l'esposto per intero su Blitquotidiano)






 

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