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mercoledì 26 settembre 2012

Senato e cocaina, chissà che ne pensa Giovanardi?




Ad attraversare gli assopiti corridoi del Senato, sui soffici tappeti rossi nel torpore di un martedì pomeriggio, tutto verrebbe da pensare tranne che alla cocaina. Eppure, in mezzo all’incredulità dei più, c’è un senatore che — anonimo — rivela all’agenzia Dire: «Qui il dieci per cento di noi si droga». E c’è il leghista Roberto Calderoli che prende la parola in aula per invocare le perquisizioni: «Se il presidente del Senato vuole escludere qualunque tipo di coinvolgimento dell’istituzione che presiede in un fatto di questa gravità, dovrebbe disporre un ordine per consentire il pieno accesso agli operatori di polizia giudiziaria ». Che al Senato di norma non possono entrare, spiega Luigi Zanda, secondo cui Ranaldi «potrebbe essersi sentito protetto dall’ambiente» (Repubblica)

Chissà che ne penserà Carlo Giovanardi (quello che dichiarò che Stefano Cucchi era morto perchè era un tossico e quindi se l'era cercata), del direttore dell'ufficio delle Poste del Senato, Orlando Ranaldi, arrestato ieri dai carabinieri per spaccio di cocaina ...

E una cosa è certa, se quell'uomo è vero che spacciava cocaina, qualcuno doveva pur consumarla, e per levare subito ogni dubbio basterebbe (come suggerisce anche Roberto Maroni) consentire l'accesso alla polizia giudiziaria, ma stranamente il Senato questo permesso non lo concede mai (figuratevi se permettono una cosa simile, arrivarono a far censurare quel discusso servizio delle Iene in cui mostrano come su 50 parlamentari, 16 risultarono posititi (al consumo di varie droghe)!




 

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