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lunedì 30 luglio 2012

"Alla Diaz picchiammo innocenti, fu una vendetta, una rappresaglia"





Ecco le parole dell'ex dirigente della Mobile, il capo dei celerini, Vincenzo Canterini , condannato a 5 anni in un primo momento (abbassata a tre anni e tre mesi di reclusione proprio in questi giorni ... viva la giustizia Italiana) per i fatti della Diaz, raccontate in un libro e riportate in un articolo su La Stampa ... la sua "verità" , la sua versione dei fatti ... una verità che cerca di difendere lui e i suoi uomini, accollando le colpe su altre forze dell'ordine, uno scarica barile che lascia presagire tutto il marciume che c'è dietro questa squallida pagina della storia Italiana che non conoscerà mai la verità ...

Racconta così la carica che guidò personalmente in piazza Alimonda subito dopo che si era sparsa la notizia che un giovane, Carlo Giuliani, era stato ucciso e si stava concentrando lì una moltitudine di contestatori animati da propositi di vendetta. «La carica fu obiettivamente pesante. L’immensa processione di via Tolemaide arretrò per la prima volta, le ambulanze raccattarono i percossi, diedi l’ordine di retrocedere».

Canterini ha una sua versione da difendere. I suoi settanta uomini entrarono alla Diaz assieme a centinaia di altri poliziotti sconosciuti, lì confluiti non si sa come e perché, in una confusione inverosimile. «Facce stanche, affaticate, assetate di sangue e di vendetta. Gente in fibrillazione, completamente alla frutta per quei due giorni d’inferno, che scalpitava. Un’accozzaglia di divise blu».

(..) «La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti».




video dal canale youtube, Rai




 

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