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mercoledì 9 maggio 2012

Ansaldo Nucleare: il documento dei GAP (Gruppi Armati Proletari), «Contro la violenza dei padroni, violenza rivoluzionaria»




Ecco il testo del documento dei GAP (Gruppi Armati Proletari) - diffuso dal sito Indymedia - che sta facendo il giro del web e che in un primo momento aveva fatto pensare ad una rivendicazione dell'agguato a Roberto Adinolfi, l' ad di Ansaldo Nucleare gambizzato l'altro giorno a Genova ... "rivendicazione" poi smentita dagli stessi inquirenti che hanno invece definito il comunicato un semplice «documento di appoggio» :


"CONTRO LA VIOLENZA DEI PADRONI ...VIOLENZA RIVOLUZIONARIA"

Non piangiamo quindi gli sfruttatori e i loro servi, anzi, ci rallegriamo che lor signori non si sentano più così tanto protetti come in questi ultimi tempi! Lavoriamo per l’organizzazione di un partito rivoluzionario che sappia anche orientare all’autodifesa del proletariato!



La borghesia imperialista vuole fare pagare la crisi del proprio sistema alle masse popolari. I membri della borghesia, stretti nel vortice della crisi del sistema, rendono sempre più evidente il loro volto sfruttatore e sanguinario costringendo i membri delle classi delle masse popolari ad una esistenza di stenti e di patimenti, di lacrime e sangue, di carcerazioni e di morte. Lo scopo di queste angherie e di queste brutalità alle quali il proletariato dovrebbe soggiogare, è quello di mantenere il loro tenore di vita di vizi e di sfarzo, di opulenza e di ricchezza. Per fare questo, i membri della borghesia utilizzano i loro scagnozzi della politica i quali determinano leggi infami per fare pagare la crisi ai ceti meno abbienti, proletari, operai, pensionati, sino a colpire anche i portatori di handicap. Per fare valere queste impostazioni e renderle operative, il pugno di ricchi sfondati parassiti, deve avvalersi dei propri servi della politica, dell’avvocatura, delle forze dell’ordine e della magistratura i quali hanno il compito di utilizzare tutte le regole del gioco dei padroni contro il popolo e in particolare contro tutti coloro che non hanno intenzione di abbassare la testa e si organizzano per combattere. La crisi economica produce anche crisi politica che in questi mesi, un così detto “governo tecnico”, appoggiato sia dalla sinistra che dalla destra istituzionale, sta cercando di affrontare con forzature che mai sarebbero riuscite ad una democrazia di carattere parlamentare come dovrebbe essere quella del nostro Paese. Un governo che nessuno ha votato e per l’instaurazione del quale i politicanti, si di destra che di sinistra, non hanno domandato nessun parere alla loro base, ai loro iscritti e ai loro elettori. Non che in altre occasioni si svolgessero democratiche consultazioni popolari, (perché questa democrazia si è sempre basata sull’imbroglio ed il raggiro) ma almeno cercava, in una maniera o nell’altra, più o meno goffamente, di mantenere la sua facciata. La crisi del sistema dei padroni, ha fatto in modo che cadesse anche questa maschera ed oggi chiunque può, senza rischiare di essere smentito, gridare alla dittatura e al fascismo. Poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e esercito (oggi di carattere professionale e quindi privo delle basilari motivazioni di classe che guidavano alcuni militari durante il periodo di “Naia”obbligatoria) si danno un gran da fare nelle piazze e nelle strade per tentare di soffocare il dissenso utilizzando quello che da sempre sanno adoperare meglio: la brutale violenza, l’intimidazione, il carcere e la tortura. Mentre questi zelanti servi armati danno prova della loro fedeltà ai loro padroni, altri servi di adoperano per lo stesso scopo magari dai banchi di un tribunale del lavoro, come nel caso dell’assessore Musy nonché avvocato consulente e difensore dei banchieri nelle vertenze di mobbing. Nella città della FIAT e delle vittime della Thyssen Krupp, un assessore dellUDC , avvocato difensore degli intrallazzatori e degli speculatori, è stato preso di mira e colpito da 6 colpi di revolver. Da più parti della politica e degli organi inquirenti ci si stracciava le vesti per evitare che questo atto di giustizia (al di la di chi lo avrebbe commesso) fosse attribuito ad organizzazioni politiche rivoluzionarie perché questo avrebbe potuto fare scattare gesti emulativi o rinnovata fiducia nella possibilità che la lotta armata contro i parassiti potesse riprendere. Tenere nascosta la vera attività di Musy è stato il giochetto dei cani da guardia della borghesia. Un giochetto che però, malgrado non ci siano state rivendicazioni da parte di gruppi rivoluzionari, ha le gambe cortissime, soprattutto se a farlo sono gli stessi che, ad ogni piè sospinto, utilizzano la parola terrorismo per denigrare i movimenti operi o popolari che lottano duramente contro lo sfruttamento e le speculazioni. Oggi 7 maggio 2012, un altro infame rappresentante del capitalismo è stato gambizzato a Genova! La violenza che un pugno di parassiti perpetua contro la classe operaia e le masse popolari inizia a riversarsi contro chi di questa violenza ne ha fatto la sua arma di difesa e di controrivoluzione preventiva. Ma ai padroni verrà tolto il monopolio della violenza che si trasformerà in giustizia proletaria ai fini della rivoluzione. Non piangiamo quindi gli sfruttatori e i loro servi, anzi, ci rallegriamo che lor signori non si sentano più così tanto protetti come in questi ultimi tempi! Lavoriamo per l’organizzazione di un partito rivoluzionario che sappia anche orientare all’autodifesa del proletariato! (n) GAP




 

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