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domenica 22 aprile 2012

Meno credenti, più atei!



TIME Magazine Cover: Is God Dead? -- Apr. 8, 1966
copertina del Time dell' 8 aprile 1966


LA FEDE IN CALO I numeri dello stillicidio parlano chiaro: i credenti tra il 1991 e il 2008 sono calati in 14 dei 18 paesi che hanno partecipato a entrambe le indagini. La percentuale degli atei viceversa è cresciuta in 15 nazioni. Per quanto riguarda l' Italia, nel corso dei vent' anni gli atei sono cresciuti del 3,5% e i credenti hanno registrato un declino della fede per nulla trascurabile: il 10,5%. Come se stesse progressivamente prendendo forma l' immagine di Pasolini che nel 1973 vedeva la parola "Jesus" una volta per tutte legata a una marca di jeans. Il bastione della terza età Il bastione della fede resta la fascia degli over 68. In Italia ad esempio dichiara di credere in Dio il 66,7% delle persone con più di 68 anni contro il 35,9% dei giovani al di sotto dei 28 anni. Basta dunque saltare due generazioni per tagliare a metà il bacino della fede degli italiani.E il fenomeno è ancora più netto nella cattolicissima Spagna, dove la religiosità balza dal 65,4% degli anziani al 21,8% dei giovani. In maniera del tutto speculare viaggia il numero di coloro che dichiarano di "Non credere e non aver mai creduto". In Italia sono il 12% tra gli under 28 contro un misero 0,5% tra gli over 65. (..)


IL PARADOSSO ITALIANO (..) «In Italia il 41% delle persone dichiara di seguire la religione cattolica ma di non considerarsi una persona spirituale. Come se la fede fosse un valore culturale, le cui radici vanno cercate nella tradizione e nell' abitudine». Si spiega così come mai il 76% degli italiani abbia un crocefisso o un altro simbolo religioso in casa, ma solo il 23% vada a messa regolarmente.

* Dal rapporto "Religion" dell' International Social Survey Programme sulla "Fede in Dio nel mondo attraverso gli anni e le nazioni" - La parte italiana dei dati è stata raccolta da Cinzia Meraviglia dell' Istituto di Ricerca Sociale dell' università del Piemonte Orientale, mentre il rapporto sul nostro paese è stato curato da Deborah De Luca dell' università di Milano. - via Repubblica.it






 

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