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martedì 3 aprile 2012

Lo Stato che lotta contro ... l'Antimafia!




Nel 2001 erano 28 milioni di euro. Quest’anno saranno poco meno di 10 milioni. Nel giro di un decennio i fondi che lo Stato destina alla Direzione Investigativa Antimafia si sono ridotti a un terzo. «E ormai - racconta un funzionario della Dia che chiede di rimanere anonimo - i finanziamenti che riceviamo non sono più sufficienti per gestire la struttura». Una struttura tutt’altro che secondaria. «Sembra quasi che nessuno si ricordi che ci occupiamo di lotta alla criminalità organizzata». Il paradosso è che poco più di un mese fa la Dia ha festeggiato venti anni dalla fondazione. L’organismo per la lotta alla mafia voluto dal magistrato Giovanni Falcone. Una struttura interforze di cui fanno parte Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza organizzata in 12 centri operativi e 7 sezioni operative in tutta la Penisola. «Una realtà - continua il funzionario - che taglio dopo taglio è stata seriamente depotenziata».  
L’ultima sforbiciata risale allo scorso autunno. Quando a ridurre gli stipendi degli 007 antimafia è stato il decreto Stabilità del governo Berlusconi. Una decurtazione relativa al “Tea”, il trattamento economico aggiuntivo, pari al 64 per cento per il 2012 e al 57 per cento dal 2013. Il risultato? «In totale - raccontano dalla Dia - le nostre retribuzioni hanno perso quasi il 20 per cento».
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