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venerdì 2 marzo 2012

Tav, quel tunnel che già esiste ma non vogliono usare!





Ho parlato molto della Tav in questi giorni, ma volevo cercare di chiarire alcuni punti sulla contestata costruzione della linea Torino-Lione in Val di Susa ... perchè i Valsusini non la vogliono? leggete qui e magari qualcosa in più capirete (JulieNews):
tutti dicono che il tunnel si deve fare perchè è necessaria, ma senza mai spiegare il perchè. Teniamo presente che già c'è un traforo a poca distanza, che è quello dove passano i treni che già oggi collegano Torino a Lione. Perchè non far passare la Tav da là? La risposta ufficiale è che non basta quella galleria, il traffico previsto nei prossimi anni è eccessivoper quel solo tratto. In realtà, questa è una risposta errata, basata su dati molto vecchi. Per essere esatti, dati degli anni '90, quando si prevedeva una forte espansione del traffico merci su quella linea. Ma i dati dimostrano che invece il traffico si riduce: vuoi perchè diminuiscono i trasferimenti verso Francia e Spagna, vuoi perchè si preferisce usare la nave (che trasporta di più a prezzi competitivi), vuoi per altri motivi, ma negli ultimi anni c'è stato un calo. E così, i dati che volevano che nel 2020 si trasferissero oltre 10 milioni di tonnellate di merci tra la Francia e il Nord Italia (intendendo le due zone anche come zone di passaggio per treni che poi proseguono) oggi devono fare i conti con uno spostamento di un solo milione di tonnellate.

Il traforo (ferroviario) in questione è quello del Frejus e la linea è quella della Torino-Modane che è utilizzata solo al 38% della sua capacità ... in passato esisteva già una linea Torino-Lione ma fu soppressa per mancanza di passeggeri. Oltre al traforo ferroviario esiste anche l'autostrada del Frejus dove ad oggi passa circa il 35% delle merci che valicano le Alpi (circa 4500 tir al giorno). 

Riporto invece qui di seguito uno stralcio dell'interessante inchiesta redatta dall'associazione Pro Natura:
Nel decennio tra il 2000 ed 2009, il traffico merci dei tunnels autostradali del Frejus e del monte Bianco, insieme, è crollato del 31%. nel 2009 è stato di solo 18 milioni di tonnellate, come 22 anni prima. Presi da soli, il Frejus, nel 2009, era a 10 milioni di tonnellate, come nel 1993; il Monte Bianco addirittura ai livelli degli anni ’70. La punta massima era stata tra il 1994 ed il 1998. Anche il traffico merci sulla ferrovia del Frejus si è dimezzato dal 2000 al 2010, mentre la Dichiarazione di Modane, sottoscritta nel 2000 dai ministri dei trasporti italiano e francese, prevedeva che, nello stesso periodo, raddoppiasse. La diminuzione è stata largamente indipendente dai lavori di ampliamento del tunnel esistente, perché era cominciata due anni prima dell’inizio cantieri, e continua a lavori terminati. il traffico merci ora è ben al di sotto al livello dei 5 milioni di tonnellate a cui era 50 anni fa.

 E ancora:
i dati di traffico indicano che non esiste neppure un corridoio merci che passa per lione e Torino, perché la maggior parte del traffico merci ferroviario francese proviene da nord e solo una piccola quota da Lione o dal Sud. La linea merci che dovrebbe immettersi nel tunnel di base dal lato della Francia, proviene in realtà da Digione, dove si concentra la maggior parte del traffico che ha come fulcro il centro del paese. una altra parte, insieme a quello proveniente dalla gran Bretagna, va invece direttamente a Milano attraverso il Sempione. il traffico su strada, che attraversa il tunnel autostradale del Frejus, è invece per due terzi un traffico di prossimità tra Piemonte e Lombardia e le omologhe regioni francesi, quindi non ha percorrenze che gli rendano conveniente l’utilizzo di un’opera costosa come il tunnel di base.

Ambiguità alla quale va aggiunto il fattore ambientale e i danni che porterà la costruzione di una galleria di 50 km in una montagna stracolma di amianto e uranio (quest'ultimo in quantità inferiore rispetto al primo) ... senza poi dimenticare, perchè forse a molti non è chiaro, che chi protesta lo fa perchè gli verrà abbattuta la propria casa, gli verrà tolta con la forza la propria abitazione, dove si è nati e cresciuti, dove molti hanno attività e producono la propria ricchezza (molti dei "No Tav", come Luca Abbà ad esempio, il ragazzo caduto dal traliccio, sono semplici contadini che proteggono la propria casa) quella costruita con anni e anni di sacrifici, abbattuta senza poter aprire bocca, senza poter dire no, abbattuta con la forza perchè quella è l'unica via d'uscita concessa dal democratico governo Italiano ...

Consiglio a tutti quelli che ne hanno voglia, la lettura di "150 nuove ragioni contro la Torino-Lione", un documento molto interessante che aiuterà a capire meglio quello che sta accadendo in Val di Susa!




 

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