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giovedì 29 dicembre 2011

Aborto e obiettori di coscienza: Italia paese da Medioevo!



Che cosa succederebbe se tutti dicessero "no"? Mettiamo che l'intera categoria dei ginecologi facesse obiezione di coscienza: sarebbe ancora possibile per le donne interrompere la gravidanza in Italia? Non siamo così lontani da questo scenario. Nel nostro Paese, secondo il ministero della Salute, sono obiettori all'aborto sette medici su dieci: dato già abbastanza curioso in un Paese dove solo il 36,8 dei cittadini si dichiara "cattolico praticante" (Eurispes 2006).
«Ma in realtà i numeri veri sono ancora più alti, e di molto: quei dati infatti considerano anche le cliniche convenzionate che ora non sono più autorizzate a eseguire le interruzioni di gravidanza», spiega Silvana Agatone, presidente della Laiga, l'associazione che riunisce i ginecologi in difesa della 194, la legge a tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza. «Gli obiettori potrebbe essere verosimilmente il 90 per cento del totale».
(continua su L’Espresso)

Alle porte del 2012, questa è la situazione nella civile e industrializzata Italia … anni di lotte per ritrovarci ancora oggi, dopo oltre 30 anni dall’approvazione della famosa legge 194, in un paese da Medioevo, dove per soddisfare le deviazioni mentali dei “soliti noti”, vengono negati i diritti alle donne!

 

 

 

Copertina via l’Espresso





 

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