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lunedì 17 ottobre 2011

Legge Reale?



Oggi dopo la proposta di Antonio Di Pietro si è tornato a parlare di ‘legge Reale’ … ma spieghiamo bene cos’è (Wikipedia):

Con il termine legge Reale si intende la legge dell'ordinamento italiano del 22 maggio 1975, n. 152 (GU n. 136 del 24 maggio 1975), in materia di ordine pubblico. Tale norma è stata poi modificata con la legge n. 533, 8 agosto 1977, abolendone di fatto l'art. 5 (implicitamente abrogato secondo una delibera del 1978 dell'Ufficio centrale Referendario), venne approvata in Italia il 21 maggio 1975. Principale redattore della legge fu il Ministro della Giustizia, appartenente al Partito repubblicano italiano, Oronzo Reale, da cui è d'uso chiamare la norma.

La norma sanciva:

- il diritto delle forze dell'ordine a fare impiego delle armi, qualora ne ravvisassero la necessità operativa, estendendolo ai casi di ordine pubblico;

- l'art. 3, estendeva il ricorso alla custodia preventiva, sostituendo il precedente art. 238 del codice di procedura penale, anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell'autorità giudiziaria;

- l'art.4 rende possibile la perquisizione personale sul posto anche senza l'autorizzazione di un magistrato, in contrasto con l'art.13 della Costituzione. La polizia ha la facoltà di perquisire "persone il cui atteggiamento o la cui presenza, in relazione a specifiche e concrete circostanze di luogo o di tempo, non appaiono giustificabili" . Inoltre, l'art.4 estende la definizione di "armi improprie", prescrivendo l'arresto in flagranza di chiunque porti con sé "qualsiasi altro strumento, non considerato espressamente come arma da punta e da taglio, ma chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l'offesa alla persona".

- l'art. 5, vietava l'uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a rendere in tutto o in parte irriconoscibili i cittadini partecipanti a manifestazioni pubbliche, svolgentesi in pubblico o in luoghi aperti al pubblico.

Venne sottoposta ad una consultazione referendaria (Referendum abrogativi del 1978), promossa dal comitato portando a sostegno dell'iniziativa una lunga lista di vittime collegate all'applicazione della legge stessa. Il referendum abrogativo si tenne l'11 giugno 1978 (d.P.R. 14 aprile 1978) ed ebbe esito negativo, pertanto la legge non venne abrogata.

Ma perchè questa gente invece di tirare fuori cazzate del genere da ventennio fascista (e ripeto rabbrividisco al sentire dire cose del genere a persone, non è il caso di Di Pietro ma di altri ben noti, che magari da giovani lanciavano molotov davanti le ambasciate e adesso invece siedono in parlamento), non iniziano a domandarsi come mai Roma ha vissuto una giornata di guerriglia come non accadeva da 40 anni a questa parte?

Non sarebbe ora che questa gente, che continua a prendere in giro il popolo da decenni e decenni, che ha “costruito” il debito pubblico e l’ha portato a livelli inimmaginabili, che sta riducendo il popolo alla fame mentre continuano a parlare di tagli e sacrifici (solo per i cittadini, di certo non per loro che viaggiano su macchine da 50 mila euro), non si tolgono dalle palle per sempre prima che accada l’irreparabile?

A me sembra che la loro sia solo “paura” … paura che prima o poi oltre a quelli che loro chiamano “black bloc”, ci sia anche il popolo!





 

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