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domenica 10 luglio 2011

Sentenza Mondadori: Berlusconi, un presidente del Consiglio “corruttore di giudici”!



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Sinceramente, più che la mega “multa” da 560 milioni di euro inflitta a Silvio Berlusconi (che li dovrà versare a Carlo De Benedetti), quello che più mi sconcerta è che, come già era stato stabilito nella sentenza Mills (finita in prescrizione, NON IN ASSOLUZIONE, grazie ai continui rinvii voluti dai legali del premier) dove c’è scritto chiaramente che Berlusconi versò 600 mila dollari all’avvocato per testimoniare il falso), ancora una volta viene confermato che questo paese è guidato un presidente del Consiglio CORRUTTORE di GIUDICI (in perfetta linea con il “partito degli onesti”):

“in 283 pagine la sentenza civile d'Appello, che gli fa lo sconto, è molto più incisiva e stringente nell'indicarlo «corresponsabile» della medesima «corruzione» costata nel 2007 all'avvocato Cesare Previti e al giudice Vittorio Metta condanne penali definitive, e invece sfociata per Berlusconi nel 2001 nella prescrizione.”

Viene “infine stabilito in via definitiva che in cambio dell'annullamento del lodo arbitrale Previti, nell'interesse dell'azienda di Berlusconi, insieme ai legali Attilio Pacifico e Giovanni Acampora fece pervenire al giudice Metta 400 milioni di lire in contanti, provenienti dai 2 milioni e 732.868 dollari (3 miliardi di lire) che appena 20 giorni dopo la sentenza di Metta i conti esteri Fininvest All Iberian e Ferrido avevano bonificato il 14 febbraio 1991 al conto svizzero Mercier di Previti. Le sentenze definitive il 13 luglio 2007 inflissero al giudice Metta 2 anni e 9 mesi (in continuazione con altri 6 anni per la corruzione nel processo Imi-Sir), e 18 mesi a Previti (in aggiunta ai 6 anni di Imi-Sir).”

“ieri i giudici civili, paradossalmente proprio accogliendo la tesi di Fininvest che non voleva essere schiacciata sotto il peso della condanna penale di Previti maturata in processi nei quali la società non era presente, rifanno «un autonomo giudizio sulla sussistenza della vicenda corruttiva e sulle responsabilità». Anche del premier, sul cui conto valorizzano «la provenienza di 2.732.868 dollari bonificati a Previti (in vista delle già dimostrate finalità corruttive) dai conti All Iberian e Ferrido dei quali è accertata l'appartenenza a Fininvest», e «la posizione di vertice in Fininvest».”

«è fuori da ogni plausibile logica che nel febbraio 1991 una qualsiasi persona fisica abbia versato 3 miliardi di lire di Fininvest a Previti, in mancanza di una obbligazione debitoria nei suoi confronti, perché li gestisse nell'interesse della medesima Fininvest anche e soprattutto a fini corruttivi, tenendo all'oscuro il proprietario della società pagatrice e beneficiaria. E' ovvio che nessun gestore o collaboratore, neppure al più alto livello, avrebbe mai assunto su di sé la responsabilità ed il rischio in mancanza di un'univoca direttiva del dominus»

Invece nel «mondo della normalità è certo, essendo il contrario addirittura irreale, che il dominus della società abbia promosso o consentito la condotta criminosa, realizzata con denaro suo ed a suo illecito profitto attraverso esecutori materiali a lui strettamente legati».

Già 10 anni fa in sede penale «in base al materiale probatorio disponibile non è emersa l'evidente innocenza dell'imputato», e «il proscioglimento fu disposto solo a seguito della concessione delle attenuanti generiche» (Corriere della Sera)





 

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