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martedì 5 luglio 2011

Mazzette-Enac: Paganelli parla, il Pd trema



Il patron della compagnia aerea Rotkopf ha risposto alle domande dei pm su Pronzato e Morichini. Dopo l'annotazione su "K. Marini" (il cognome è quello della presidente Regione Umbria), coinvolto anche il parlamentare europeo Gualtieri che smentisce: "Mai conosciuto"

image Quattro ore di interrogatorio nel carcere di Regina Coeli a Roma per l’imprenditore Viscardo Paganelli, arrestato per le mazzette al consigliere dell’Enac di area Pd, Franco Pronzato. Il pm Paolo Ielo ha secretato le sue risposte perché Paganelli ha messo a verbale nomi nuovi e raccontato fatti inediti sui suoi rapporti con la politica e con il Pd in particolare. Il patron della compagnia aerea Rotkopf Aviation, dopo avere raccontato al Gip, la scorsa settimana, di avere pagato mazzette per vincere la gara dell’Enac per il collegamento con l’isola d’Elba, dopo avere confermato i 5 passaggi aerei a Massimo D’Alema nel 2010, ha risposto a tutte le domande di Ielo.

Il pm stavolta non si è limitato a chiedergli conto dei 40 mila euro consegnati al lobbista amico di Massimo D’Alema, Vincenzo Morichini, perché li desse a Pronzato. Al centro dell’interrogatorio stavolta è finito il celebre “pizzino” sequestrato nei suoi uffici. L’imprenditore romano accanto agli 89 mila e 900 euro pagati e regolarmente registrati con tanto di contratto di lobby ufficiale, alla Sdb di Vincenzo Morichini, aveva infatti una contabilità parallela nella quale aveva annotato sette pagamenti, talvolta in nero e talvolta regolari, a politici ed enti per un importo totale di circa 200 mila euro.
Per chiarire il senso di quel foglietto sono volate domande come “ci spiega l’annotazione K. Marini 20.000? C’entra forse qualcosa il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, che ha negato qualsiasi rapporto con lei?”. Oppure “Che vuol dire Gualtieri 15.000?, c’entra forse qualcosa l’omonimo europarlamentare del Pd?”. E poi: “I soldi regolarmente registrati sotto la voce Umbria jazz sono gli stessi annotati sotto la dicitura ‘K. Marini’?” E infine: “Chi ha pagato i voli di Massimo D’Alema nel 2010?”. Tra una domanda e l’altra i pm hanno fatto ascoltare a Paganelli le intercettazioni telefoniche e ambientali per rinfrescargli la memoria. “Il nostro assistito ha chiarito tutto e non si è tirato indietro di fronte a nessun nome”, spiegano i suoi avvocati Pasquale Bartolo e Severino D’Amore, senza aggiungere una parola di più. I voli di D’Alema, secondo la versione fornita al pm sarebbero stati in qualche modo annotati come crediti da pagare e dunque, formalmente dal punto di vista di Paganelli, non gratuiti.

Tra i nomi del pizzino, l’ultimo rivelato ieri dal Messaggero è quello di Roberto Gualtieri. “Io non conosco Paganelli” , replica Gualtieri, “e ovviamente non ho ricevuto un euro. Ho dato mandato ai miei legali per tutelarmi legalmente”. Paganelli, a suo dire, avrebbe consegnato i soldi a Morichini perché il lobbista gli avrebbe consigliato di fare questa sorta di investimento su alcuni politici emergenti nel Pd per il futuro. Ma Gualtieri replica: “Non ho ricevuto né denaro né aiuti per la mia campagna elettorale nemmeno da Morichini”.

Roberto Gualtieri fa parte del comitato di indirizzo di ItalianiEuropei. Il suo è l’ennesimo nome vicino a Massimo D’Alema e a ItalianiEuropei che appare negli atti dell’inchiesta. A partire dalla figura chiave del caso: Vincenzo Morichini, indagato per corruzione nei confronti di Franco Pronzato e raccoglitore ufficiale di fondi per la Fondazione Italianieuropei e prima ancora ex socio dell’Ikarus, la prima barca di D’Alema. L’amministratore della sua società, la Sdb che raccoglieva i fondi dagli imprenditori come Pio Piccini o Viscardo Paganelli (entrambi arrestati) che aspiravano a una corsia preferenziale per appalti e gare era Massimo Bologna, cugino per parte di madre di Massimo D’Alema. Per non parlare dei voli offerti dalla Rotkopf di Paganelli a D’Alema. La situazione imporrebbe uno sforzo di trasparenza al leader del Pd. Il Fatto Quotidiano da un mese ormai chiede alla Fondazione ItalianiEuropei di rendere pubblico l’elenco dei finanziatori. Persino l’europarlamentare Roberto Gualtieri, in linea di principio aderisce: “Sono per la trasparenza dei finanziamenti di tutte le fondazioni”, ma al momento i finanziatori restano segreti.

 

 

da Il Fatto Quotidiano del 5 luglio 2011

 

Vedi anche:

- “K. Marini 20.000”

- Appalti Enac, Paganelli: “Ringraziai Pronzato con 40mila euro”. Voli gratis per D’Alema





 

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