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venerdì 10 giugno 2011

Visto speciale per lo "scrittore" Cesare Battisti ...




Cesare Battisti ha presentato domanda al Ministero del Lavoro per un visto "speciale" che gli consenta di lavorare in Brasile come scrittore. La richiesta verrà esaminata dal Consiglio nazionale dell'immigrazione il prossimo 22 giugno ma ha tutta l'aria di essere una procedura creata ad hoc per l'ex terrorista italiano.

Senza il visto come "scrittore" Battisti continuerebbe ad essere un illegale visto che è entrato in Brasile con un passaporto falso e non ha ottenuto lo status di rifugiato politico. D'altra parte non può neppure lasciare il Brasile perché in qualsiasi altro luogo potrebbe essere di nuovo arrestato dall'Interpol e, magari, estradato in Italia.
(Repubblica)

Siamo alla follia pura!!!!!! Un visto "speciale" come scrittore ad un assassino condannato per 4 omocidi? Mi chiedo cosa ci sia veramente dietro a questa vicenda, tanto da spingere così spudoratamente il Brasile a coprire un terrorista ...

Riporto da Wikipedia (per far capire bene a chi non lo conoscesse) chi è Cesare Battisti e quali vergognosi atti ha compiuto:

Gli anni dell'eversioneTrasferitosi a Milano, iniziò a partecipare alle azioni del gruppo eversivo, responsabile prima di varie rapine a banche e supermercati nel quadro di quelli che all'epoca venivano definiti negli ambienti eversivi "espropri proletari" (come ammise anche lo stesso Battisti in una lettera del 2009 indirizzata ai giudici della Corte suprema del Brasile), e successivamente anche di alcuni omicidi di commercianti e appartenenti alle forze dell'ordine (Battisti tuttavia, pur riconoscendo la sua militanza nei PAC all'epoca di tali omicidi, nel 2009 dichiarò la sua estraneità ad essi). 
Nel 1979, nell'ambito di un'operazione antiterrorismo di vaste proporzioni, Battisti venne arrestato, detenuto nel carcere di Frosinone e condannato a 13 anni e 5 mesi per l'omicidio del gioielliere Pierluigi Torregiani, ucciso nel febbraio 1979. 
Il 4 ottobre 1981 Battisti riuscì ad evadere e a fuggire in Francia. Sarà condannato nel 1985 (sentenza confermata dalla Cassazione nel 1991) perché giudicato responsabile di quattro omicidi e di vari altri reati. Viene altresì condannato all'ergastolo con sentenza della Corte d'assise d'appello di Milano nel 1988 (sentenza divenuta definitiva in Cassazione nel 1993), per omicidio plurimo, oltre che per i reati di banda armata, rapina e detenzione di armi. Negli anni, sette processi ne hanno dichiarato la colpevolezza. 
Le condanne per omicidioIn Italia Cesare Battisti è stato condannato come responsabile di quattro omicidi - tre come concorrente nell'esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri:
6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; il delitto viene rivendicato il giorno dopo dai PAC con una telefonata al Messaggero Veneto. A sparare furono Battisti e una complice. Santoro era accusato dai PAC di maltrattamenti ai danni di detenuti. 
16 febbraio 1979 alle ore 15 circa a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere; questo e il successivo delitto Sabbadin vengono rivendicati dai Nuclei Comunisti per la Guerriglia Proletaria con un volantino lasciato in una cabina telefonica di piazza Cavour a Milano. Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso dell'assassinio di Pierluigi Torregiani venne coinvolto anche suo figlio Alberto, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle per un colpo sparato dal padre durante il conflitto a fuoco con gli attentatori. Torregiani, il 22 gennaio precedente, aveva ucciso un rapinatore durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva. 
16 febbraio 1979 alle ore 18 circa a Santa Maria di Sala, Lino Sabbadin, che svolgeva attività di macellaio a Mestre; Battisti fu complice nell'omicidio facendo da "copertura armata" all'esecutore materiale Diego Giacomin. Sabbadin si era opposto con le armi al tentativo di rapina del suo esercizio commerciale. 
19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS. Il delitto fu subito rivendicato dai PAC e poi da altri gruppi terroristici, per cui i PAC intervennero con una seconda telefonata di rivendicazione. Omicidio eseguito con diversi colpi d'arma da fuoco al volto, di cui fu riconosciuto come l'esecutore materiale. Campagna aveva partecipato ai primi arresti legati al caso Torregiani.
Sia Andrea Campagna che Antonio Santoro furono in seguito insigniti della medaglia d'oro al merito civile "alla memoria".




 

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