domenica 26 giugno 2011
Solo “intercettazioni irrilevanti”…
L'indagine sulla «rete» di Luigi Bisignani arriva ai vertici della Guardia di finanza. Il capo di Stato maggiore Michele Adinolfi è indagato per rivelazione del segreto istruttorio e favoreggiamento. Sospettato di essere una delle «fonti» che avrebbe svelato all'uomo d'affari tuttora agli arresti domiciliari (Bisignani, ndr) l'avvio di un'inchiesta su di lui. Altre «talpe» sarebbero già state individuate dai pubblici ministeri Henry John Woodcock e Francesco Curcio. Del resto negli atti processuali si rintracciano i nomi di alti ufficiali che avevano legami con Bisignani, con il parlamentare del Pdl Alfonso Papa per il quale è stato chiesto l'arresto, ma anche con alcuni imprenditori che proprio i due avrebbero ricattato. Una girandola di incontri e contatti che i magistrati stanno adesso verificando.
Adinolfi è stato interrogato in una caserma della Dia a Roma mercoledì scorso e poi messo a confronto con Marco Milanese, l'ex ufficiale della Guardia di finanza poi eletto nel Pdl e diventato consigliere politico del ministro Tremonti, ora finito in un'inchiesta per corruzione. Un faccia a faccia drammatico, anche tenendo conto che Manuela Bravi, fidanzata di Milanese e portavoce di Tremonti, è una delle testimoni chiave di questa inchiesta.
Eh si ragazzi, come potete ben vedere aveva proprio ragione Angelino Alfano, 2-3 giorni fa, quando infuriato e sdegnato, criticava fortemente la diffusione delle intercettazioni che a suo avviso erano “irrilevanti” …
Indagato anche Pippo Marra, direttore dell’agenzia di stampa Adnkronos, che secondo i Pm sarebbe stato il tramite tra Adinolfi e Bisignani nell’informarlo dell’inchiesta in corso (come rivelato dalle stesse intercettazioni. Bisignani al telefono con il ministro Prestigiacomo l’ informava di esser a conoscenza di avere i telefoni sotto controllo e di averlo detto già anche a Letta).
Vedi anche:
- “Una mignotta come poche”, la Brambilla querela ‘Repubblica’ e ‘Il Fatto’ per le intercettazioni
- P4, anche Montezemolo chiamò Luigi Bisignani
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