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mercoledì 22 giugno 2011

Regione Puglia usa soldi fondi libri scolastici per i vitalizi? Facciamo chiarezza!



Nichi Vendola

Riporto la notizia da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’:

Sarà un ricco Natale per i poveri consiglieri regionali che ad aprile non sono stati rieletti, e che - legge alla mano - hanno diritto ad un assegno di fine mandato e ad un vitalizio. Parliamo di una liquidazione a tutti gli effetti e di una pensione che per i politici pugliesi è la più alta d’Italia. Bene: siccome quest’anno il turn over è stato incredibilmente alto, le casse di via Capruzzi non ce la facevano a pagare. E dunque martedì alla giunta è toccato aprire i cordoni della borsa, raschiando il fondo del barile: due milioni e seicentomila euro attinti dal fondo di riserva, ma azzerando la disponibilità «di competenza» del capitolo dedicato all’acquisto dei libri di testo per gli studenti.

Certo, è solo un passaggio tecnico. Ma il segnale è quello che è: i comuni mortali (chi ha un’impresa, chi aspetta una borsa di studio) possono aspettare, gli ex consiglieri no. Nell’assestamento di bilancio, in agosto, la Regione riconobbe al Consiglio (cioé a se stessa) altri 4,5 milioni per spese di funzionamento, soldi che però non erano mai stati erogati. Il 23 novembre, la Ragioneria ha messo a disposizione di via

Capruzzi i primi 2,8 milioni. Per trovare il resto, è invece stata necessaria la variazione di bilancio.
Così, con due delibere consecutive, martedì la giunta ha autorizzato il prelievo di 900mila euro da ciascuno dei fondi di riserva (quello per le spese obbligatorie e quello per le spese impreviste). Per effettuare il riequilibrio in termini di competenza, è stata azzerata la disponibilità del capitolo dedicato al contributo ai Comuni per la fornitura dei libri di testo.

Ho visto diverse polemiche sulla questione … ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza:

Per ricapitolare, la seguente legge  fu scritta dal precedente governo di destra, e la sinistra l’ha approvata, ma stando alle motivazioni dell’assessore regionale al Bilancio, Michele Pelillo, è solo una “prassi”:

“Avevamo in bilancio una certa cifra iscritta solo come competenza (cioè riferita all’anno in corso, ndr), perché i fondi del ministero per il contributo ai libri transitavano da noi: su quel capitolo non c’è mai stata alcuna disponibilità di cassa. Poi ad agosto abbiamo fatto un accordo con il ministero per l’erogazione diretta del contributo ai Comuni, quindi quella partita non aveva più ragione d’essere in bilancio e l’abbiamo azzerata”.

Diciamo che stando alle parole dell’assessore della giunta Vendola, lo spostamento dei soldi destinati ai libri scolastici è dovuto solo a motivi di bilancio, tanto più che i soldi destinati ai libri di testo non c’erano mai stati, e quindi dopo un accordo col governo (che finanzierà questi soldi per i libri) hanno deciso di utilizzare quella somma e spostarla per far quadrare il bilancio … quindi se vero quanto detto dell’accordo con il governo, e a meno che l’assessore sopra citato non ne ha “sparate” tante, i fondi per i libri scolastici dovrebbero esser salvi!

Un po’ il “giochino” fatto spesso anche da Tremonti, che prendeva i soldi “da una parte” e li spostava dall’altra per far quadrare i conti o per sopperire a qualche emergenza … quando poi mancavano fondi per altre cose, li prendeva da altro ancora … una ruota insomma, spostare i soldi dove servono … ma in realtà da qualche parte mancano sempre (spero di esser riuscito ad esprimermi in maniera semplice e chiara).

Aspetto obiezioni (e che Nichi Vendola elimini per sempre i vitalizi ai consiglieri, a prescindere dai fondi per i libri scolastici)!





 

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