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venerdì 24 giugno 2011

La svolta di Di Pietro che preoccupa il Pd



La svolta di Di Pietro non è solo un’impressione giornalistica ma una realtà. E’ lui stesso ad ammetterlo con i fatti (l’attacco in Parlamento al Pd e la chiacchierata con Berlusconi) e con le parole (triplice intervista oggi sui giornali). Lo scopo non è nemmeno così difficile da intravedere: l’Idv si smarca dalla sinistra e tenta di andare al centro per intercettare voti di delusi di destra.

Di Pietro si è stufato della sinistra estrema e della mancanza di un’alternativa programmatica seria del centrosinistra. Attacca il Pd (definito “un pachiderma”) e la sua nuova tendenza ad appoggiare i no a tutto (”La politica del no a tutto, è la politica dell’asino di Buridano: quello no, quello no e poi muori di fame”). Ma non risparmia nemmeno Vendola, accusato di non essere poi un così grande amministratore come viene dipinto (”Cosa sta facendo in Puglia? Niente. O comunque nulla di rivoluzionario”).

L’antiberlusconismo viene quasi pensionato e il leader Idv spera di riuscire a ricostruire il centrosinistra dandogli un’impronta riformista e non massimalista. Sempre tenuto conto che nel dopo Berlusconi potrebbe persino, clamorosamente, passare nel centrodestra. Ovviamente tutto questo movimento non è piaciuto affatto al Pd

Enrico Letta lo fa notare duramente

Non si sentiva il bisogno di un intervento come quello di Antonio Di Pietro in aula, scomposto e incomprensibile, che ha dato un sostegno inspiegabile al premier. Purtroppo sono comportamenti che rompono quel clima unitario che e’ la condizione principale per battere Berlusconi

Insomma la sfida di Di Pietro sembra sempre più rivolta al Pd, piuttosto che a Berlusconi. E’ l’ennesima giravolta della carriera dell’ex pm? un nuovo modo di riposizionarsi strategicamente? O è di nuovo l’inizio di un periodo di litigi a sinistra?

 

 

 

da Polisblog





 

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