> Cambia il nome ma non la sostanza >

mercoledì 1 giugno 2011

Cambia il nome ma non la sostanza



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Tempi di grandi rivoluzioni dopo la batosta elettorale, o almeno queste sembravano le intenzioni. Ma è effettivamente così?
La “rivoluzione” parte da questo: adesso è ufficiale, Angelino Alfano lascia la Giustizia (e meno male) e andrà a guidare il Pdl, sarà il nuovo Segretario nazionale (sono attese nelle prossime ore le dimissioni da ministro).
A sostenere il nuovo “leader” di partito, saranno i tre attuali coordinatori del partito, Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi (che alla fine è rimasto nonostante in un primo momento avesse presentato dimissioni).
E chi sostituirà di Alfano al ministero della Giustizia? Dalle indiscrezioni che arrivano sembrano in lotta Maurizio Lupi (attuale vice presidente della Camera), Fabrizio Cicchitto (capogruppo del Pdl), Piero Longo (senatore oltre che avvocato personale, insieme a Ghedini, di Silvio Berlusconi), e infine Elio Vito ministro per i Rapporti con il Parlamento, che nell’eventualità di una “sostituzione” al ruolo di Alfano, lascerebbe la sua attuale poltrona a Claudio Scajola, ex ministro allo Sviluppo economico.
E sinceramente davanti questi nomi, dov’è il cambiamento? Cosa c’è di nuovo in questo partito che ha perso su quasi tutti i fronti le elezioni amministrative?





 

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