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sabato 4 giugno 2011

Batterio killer Primo caso sospetto in Italia



‘Batterio killer’, “Forse partito da Amburgo”. Caso sospetto in Trentino Alto Adige

Un turista tedesco è stato portato in ospedale a Merano con problemi intestinali. Le autorità sanitarie alto atesine non confermano contagio da Ehec: i risultati delle analisi entro lunedì. Secondo i ricercatori tedeschi, la città anseatica possibile fonte del contagio. Fazio: "L'Italia è sicura"

image Il ‘batterio killer’ parte forse dal porto di Amburgo. E potrebbe essere arrivato anche in Italia, precisamente in Alto Adige. Secondo quanto racconta il quotidiano di lingua tedesca ‘Dolomiten’, un turista tedesco è stato portato all’ospedale di Merano con problemi intestinali e si teme possa essere infettato dall’Escherichia coli (Ehec). Il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ha subito rassicurato: “I nostri cibi e le nostre verdure sono assolutamente sicure”. A ipotizzare la fonte della malattia è invece il settimanale sceintifico ‘Focus’, citando fonti interne al ‘Robert Koch Institut‘ (Rki), il maggiore centro di ricerche batteriologiche del Paese. La proliferazione del batterio – che intanto ha già fatto 18 vittime – avrebbe avuto inizio durante la festa per l’anniversario del porto della città anseatica, celebrata dal 6 all’8 maggio e a cui hanno partecipato più di un milione e mezzo di persone. Una settimana dopo, una donna presentava i primi sintomi della dissenteria causata dall’Escherichia coli incriminato. Il periodo di incubazione del batterio che ha attaccato la donna corrisponde infatti con quello dell’Ehec. In tutto, dall’inizio del contagio, dalle ultime stime dell’Organizzazione mondiale della sanità risultano quasi duemila le persone colpite dal batterio killer: per almeno 520 di queste l’andamento della malattia è ancora grave. Tutti i casi accertati – tranne uno – si riferiscono a cittadini tedeschi o persone che sono state di recente in Germania. L’Ehec si è diffuso finora in 13 Paesi, di cui 11 europei.

“Di un caso sospetto si parla quando l’infezione causa diarrea sanguinolenta”, spiega Peter Mian, primario del reparto malattie infettive dell’ospedale di Bolzano, a proposito del sospetto caso italiano. Un campione prelevato da turista tedesco verrà analizzato proprio in un laboratorio di Bolzano e pare che i risultati saranno pronti massimo entro lunedì. “In questo momento circola un’influenza gastro-intestinale – specifica al quotidiano tedesco Irene Perchlaner, direttrice del nosocomio di Merano - Del caso sospetto non so ancora nulla”. Altri due casi di contagio, però, si sono verificati nel vicino Tirolo, in Austria, dove sono stati ricoverati una turista tedesca in vacanza a Lienz e un bambino. “Non abbiamo problemi, la nostra sanità è sotto controllo – ha rassicurato il ministro alla Salute Ferruccio Fazio – e le nostre strutture sono sotto controllo”. Invitando tutti a lavare bene la verdura, Fazio ha anche annunciato una richiesta alla Germania “di fare indagini specifiche sulle forme di confezionamento” dei prodotto. Il ‘batterio killer’, infatti, sembra non riconducibile a un cibo preciso, ma “più trasversale”. E a chiedere urgentemente provvedimenti è anche la Coldiretti, che lancia un allarme: la paura del batterio spinge un europeo su tre a non acquistare prodotti che ha sentito essere a rischio Ehec. L’Italia è però “il principale produttore di frutta e verdura dell’Unione Europea - ha affermato il presidente Sergio Marini – con un valore complessivo delle esportazioni che ha raggiunto nel 2010 l’importo di 4,1 miliardi di euro messi ora a rischio dai ritardi accumulati nell’affrontare l’emergenza”. “L’unico pericolo certo che corre l’Italia – ha aggiunto Marini – è dunque il danno economico per la grande reattività dei consumatori agli allarmi, veri o amplificati”.

A indicare Amburgo come fonte dell’infezione che potrebbe aver raggiunto l’Italia è intanto anche il microbiologo Lothar Beutin, secondo cui la diffusione della malattia prova che “la fonte del contagio non è stata ancora prosciugata, oppure che l’infezione si trasmette da persona a persona”. Secondo il quotidiano ‘Luebecker Nachrichter’, 17 persone si sono infettate dopo aver frequentato un ristorante di Lubecca. A peggiorare la situazione arriva il sospetto che l’Escherichia coli si sia incrociato con un altro virus, proveniente dall’Africa centrale. Secondo Stefan Schreiber, professore della clinica universitaria di Kiel, “il germe africano possiede tutte le perfide caratteristiche per insediarsi nell’intestino, producendo le tossine che scatenano poi gravi effetti renali”. Come quelli registrati nelle persone decedute.

 

 

da Il Fatto Quotidiano





 

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