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martedì 10 maggio 2011

Sugli applausi alla Thyssen il Pd tace. Acconsente?



Sugli applausi alla Thyssen il Pd tace. Acconsente?

Numerose sono state le critiche rivolte agli applausi che hanno accolto l’intervento dell’amministratore delegato della Thyssen all’incontro promosso a Bergamo dalla Confindustria. Perfino l’Ugl, perfino la Lega, hanno fortemente criticato quegli applausi. E il Pd? Ha taciuto. Nessun esponente di questo partito è intervenuto. Chi tace acconsente? I rappresentanti del Pd avrebbero applaudito anche loro?

Passiamo ora alle critiche. “Fuori luogo”, “inqualificabile”, “indegno”, “un grave errore”, “biasimevole”: questi gli aggettivi utilizzati dal mondo sindacale per commentare l'applauso che ha accolto l'amministratore delegato di Thyssen, Harald Espenhahn, da parte dell'assise di Confindustria a Bergamo, mentre il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, considerando l'associazione degli industriali sempre più come una “lobby oligarchica”, si è unito alla critiche per il battimani e ha definito “arrogante come il suo predecessore Montezemolo” il comportamento della presidente Marcegaglia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una volta sono state d’accordo nel criticare quanto avvenuto a Bergamo, e hanno ridimensionato l'allarme lanciato dalla presidente Marcegaglia che ha parlato di rischio per gli investimenti in Italia: “è decisamente fuori luogo collegare l'allontanamento degli investimenti esteri in Italia al rispetto delle sentenze”, ha commentato il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, mentre il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, ha ricordato che “se un imprenditore sbaglia deve pagare e trovo gli applausi di parte delle assise di Confindustria un grosso errore”. “L'emotività non deve mai inficiare le sentenze”, ha spiegato il segretario generale aggiunto Cisl, Giorgio Santini, che ha preferito “evitare di usare aggettivi roboanti” per commentare quanto accaduto, mentre Giorgio Cremaschi della Fiom va giù duro: “Gli applausi ad un imprenditore condannato per strage sono un inqualificabile atto di vergogna morale che si abbatte sulla Confindustria”, ha detto invitando gli industriali a “dissociarsi da questo atto e a condannarlo con tutta la durezza possibile. Con chi applaude gli omicidi condannati non c'è nulla da discutere, nulla da dialogare”.

Iniziativa “fuori luogo” l’ha definita il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, che ha parlato di “caduta di stile da parte di Confindustria”. “Al di là dei giudizi che si possono dare sulla sentenza – ha spiegato - io credo che vada fatto ogni sforzo per favorire gli investimenti e la sicurezza. Non possiamo pensare che gli investimenti possano venire perché c'è poca sicurezza. È su questo terreno che vanno stabilite positive relazioni industriali, favorendo gli investimenti”. Anche il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, ha detto di non vedere rischi all'orizzonte per gli investimenti in Italia: “Non credo che la sentenza possa allontanarli. Piuttosto è una sentenza che deve essere rispettata da tutti e anche dalla Confindustria”. E anche l'applauso che ha accolto l'amministratore delegato di Thyssen è risultato a Farina fuori luogo: “a me sembra che bisogna applaudire le sentenze della magistratura, salvo poi ricorrere in appello. È una sentenza che definisce responsabilità e va rispettata. Gli applausi possono essere letti come espressione di solidarietà umana nei confronti della persona e posso anche comprenderlo, ma non lo accetterei se fossero stati fatti nei confronti della sentenza. Non lo condividerei affatto”.

 

di Paolo Borrello

da Agoravox





 

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