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mercoledì 4 maggio 2011

Spieghiamo a La Russa chi è Lukashenko




Lukashenko? Chi è questo?”

Questa è stata l'esclamazione del nostro ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ieri durante la puntata di Ballarò su Raitre … e mentre Pier Ferdinando Casini ricordava gli insoliti rapporti che ha Berlusconi con diversi dittatori come Gheddafi o appunto Aleksandr Lukashenko, La Russa si fa "beccare" impreparato, Lukashenko? Chi è questo?” (qui il video) si domanda sornione …

Beh spieghiamo un po’ chi è Lukashenzo al nostro ministro! Riporterò di seguito stralci di articoli per capire meglio chi è “l’ultimo dittatore Europeo”, come viene definito.

dal Corriere della SeraLukashenko, «l'ultimo dittatore» si riavvicina all'Europa”:
A sbarrare ad Aleksandr Lukashenko le porte dei Paesi dell'Unione Europea fu il pesante sospetto di aver truccato le elezioni che confermarono nel 2006, per la terza volta, presidente della Bielorussia l'uomo che il Dipartimento di Stato Usa ha ribattezzato come «l'ultimo dittatore d'Europa». Il visto per il Vecchio Continente è stato reso a Lukashenko solo nel 2009 quando, a seguito di alcune timide aperture, l'Ue ha deciso di alleggerire le sanzioni verso Minsk.
DIRITTI UMANI - Ma l'ostracismo delle cancellerie internazionali nei confronti del regime di Lukashenko -«Bathka», («il padre») come si fa chiamare in patria o Usa - ha radici ultradecennali. Alimentato da ricorrenti accuse di aver calpestato sistematicamente i diritti umani del popolo bielorusso. Un popolo - il solo in Europa - per il quale è ancora in vigore la pena di morte e che rischia condanne a molti anni di prigione solo se si azzarda ad ironizzare sul «padre» della nazione.
da Il PostL’OSCE denuncia i risultati delle elezioni in Bielorussia”:
Gli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea hanno annunciato di avere verificato gravi irregolarità nello svolgimento delle elezioni in Bielorussia, i cui risultati ufficiali hanno portato ieri notte a grandi proteste in piazza a Minsk e a centinaia di arresti e repressioni violente.
In metà dei collegi del paese il conteggio – che ha dato al presidente Lukashenko, al suo quarto mandato, l’80% dei voti – è stato giudicato “bad or very bad”. L’OSCE ha anche criticato l’attacco della polizia contro i manifestanti. L’ambasciata americana e il ministro degli Esteri tedesco hanno denunciato le repressioni di ieri sera come inaccettabili.
da Il PostL’ultimo dittatore d’Europa ha un amico”:
La Bielorussia è un’ex repubblica sovietica, indipendente dal 1990. Per essere precisi, indipendente dal voto del Consiglio supremo della Bielorussia che sancì la ratifica della dissoluzione dell’Unione Sovietica e della sua sostituzione con la Comunità degli Stati Indipendenti: un voto al quale si oppose un solo membro del consiglio, Aleksandr Lukashenko. Dopo l’indipendenza, Lukashenko si fa un nome alla guida di un comitato anticorruzione e nel 1994, quando si candida alla presidenza in occasione delle prime elezioni democratiche, viene eletto. Non lascerà il potere mai più. Una modifica costituzionale aumenta a dismisura i suoi poteri: lui istituisce un nuovo parlamento, solo per i deputati che gli erano fedeli. Nel 2001 viene rieletto per un secondo mandato. Un altro referendum, un’altra modifica costituzionale: abolito il limite dei mandati consecutivi. Vengono fatti centinaia di prigionieri politici, alcuni per ragioni del tutto pretestuose: vengono detenuti senza processo, in alcuni casi torturati e uccisi. Lukashenko dice che chi parteciperà alle manifestazioni dell’opposizione si troverà il collo spezzato “come quello di una gallina”, e viene eletto per un terzo mandato, anche stavolta con percentuali bulgare. Gli osservatori internazionali considerano il voto manipolato e irregolare: alla proclamazione dei risultati seguiranno giorni di manifestazioni e proteste, represse con arresti e violenze. Nel 2008, alle elezioni parlamentari, il suo partito conquista il cento per cento dei seggi. Arriviamo alla storia di pochi giorni fa: la rielezione per la quarta volta, le proteste, il pestaggio e gli arresti dei candidati dell’opposizione.
da Il PostI metodi del governo Lukashenko”:
Lo scorso 19 dicembre il presidente uscente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, definito spesso “l’ultimo dittatore d’Europa”, aveva vinto le elezioni – considerate irregolari dagli osservatori internazionali – con un margine larghissimo e per la quarta volta consecutiva. Alla proclamazione dei risultati, una manifestazione si era radunata spontaneamente nel centro di Minsk e aveva tentato di fare irruzione nel palazzo del governo. La polizia era intervenuta picchiando e arrestando più di seicento persone, tra cui sette dei nove politici che si erano candidati alla presidenza contro Lukashenko. Molte altre persone sono state arrestate da allora dagli agenti dei servizi segreti – che qui si chiamano ancora KGB come ai tempi dell’Unione Sovietica – anche se solo sospettate di avere qualche legame con gli oppositori politici.
(..) Lukashenko è arrivato al potere nel 1994 nelle prime elezioni dopo la fine dell’Unione Sovietica, e ha rafforzato la sua posizione anno dopo anno con leggi e misure autoritarie. Poco dopo essere stato eletto ha modificato la Costituzione ed esteso il primo mandato, grazie alla maggioranza assoluta di cui gode il suo partito in parlamento: il cento per cento dei seggi. Si è poi ricandidato per il secondo mandato, è stato rieletto, e ha tolto il limite al numero dei mandati. I governi e gli organismi internazionali hanno iniziato a criticarlo e a denunciare brogli, ma Lukashenko non si è fermato: ha chiuso una ventina di giornali indipendenti in due anni, ha perseguitato gli omosessuali, ha imprigionato e talvolta condannato a morte decine di prigionieri politici. I suoi rapporti con l’Occidente sono rari e conflittuali: pochissimi leader europei hanno messo piede in Bielorussia negli ultimi sedici anni, e tra questi c’è anche il nostro premier Silvio Berlusconi, che l’anno scorso ha fatto visita a Minsk. «La gente vi ama», ha detto Berlusconi, «l’amore del popolo bielorusso per il premier Lukashenko si vede dai risultati elettorali sotto gli occhi di tutti».
da WikipediaLinea politica ed economica”:
Lukašenko viene definito dal governo statunitense come "l'ultimo dittatore e tiranno in Europa", poiché secondo il loro parere egli limita la libertà di parola e di stampa nel proprio Paese. Alla Bielorussia è stato addirittura proibito di partecipare al Consiglio d'Europa. E mentre alcuni sondaggi provenienti da agenzie indipendenti di paesi occidentali definiscono che la politica di Lukašenko è molto apprezzata in Bielorussia, gli Osservatori alla Sicurezza (OSCE) hanno considerato che le elezioni in cui egli è stato eletto presidente non sono state libere e corrette.




 

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