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lunedì 16 maggio 2011

Referendum nucleare in Sardegna: superato il quorum



image In Sardegna, in questa tornata elettorale per le Amministrative 2011 si è votato anche il referendum sul nucleare (sia per l’impianto di centrali nucleari sia per deposito di scorie). I sardi hanno espresso il loro parere con un referendum regionale di tipo consultivo per cui l’ultima parola resta comune al Governo che dovrà tener conto dell’indicazione fornita (la conosceremo dopo lo spoglio delle urne).

Diversamente, i referendum nazionali del 12 e 13 giugno per abolire la legge sul rientro del nucleare in Italia, sulla privatizzazione dei servizo dell’acqua e sul legittimo impedimento, saranno abrogativi. Già ieri sera i votanti al referendum sardo erano stati circa il 40 per cento e per raggiungere il quorum bastava il 33 per cento. Le agenzie alle 11 hanno battuto un nuovo risultato: 49,61 per cento, l’affluenza alle urne, quindi è presumibile che alle 15, si sia superato il 50 per cento dei votanti.

Riferisce la Nuova Sardegna:

Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione e promotore del comitato per la raccolta delle firme (16.286 quelle depositate), dice che «il segnale deve essere ancora più forte». Lui sogna che il quorum arrivi al 50 per cento, ma lo sussurra appena, per scaramanzia e perché «se così fosse, sarebbe un risultato veramente travolgente, in un’isola che con i referendum non ha mai mostrato feeling e dove l’affluenza alle urne è sempre più bassa».

Valutazione contraria arriva da Alfonso Fimiani dei Circoli per l’Ambiente che com’è noto invita all’astensione e attraverso un comunicato stampa fa sapere:

Certo, il quorum del 33% è stato raggiunto, ma quel referendum e quel quorum di fatto non hanno alcuna valenza: meno della metà dei sardi si è espressa oggi e meno di un terzo si esprimerebbe a giugno. L’election-day, grazie al quale i già ricchi comitati promotori speravano di raggiungere il quorum ed ottenere così il rimborso elettorale, in Sardegna ha visto comunque fallire gli anti-nuclearisti. La maggioranza prenda atto di tutto ciò e ritiri quegli emendamenti che rallentano il ritorno dell’atomo in Italia, affinché gli Italiani si possano esprimere dando, con il loro non-voto, il colpo di grazia all’ambientalismo estremista e fondamentalista che oramai non rappresenta più nessuno. Discorso diverso va fatto per gli emendamenti in materia di gestione delle risorse idriche: l’istituzione di un’Autorità Garante consente di evitare odiose speculazioni e va nella direzione da noi indicata.

Angelo Bonelli Presidente dei Verdi ritiente che invece dalla sardegna sia arrivato un segnale molto forte e che anche il numero dei votanti è piuttosto elevato:

La Sardegna dimostra che gli italiani vogliono votare e decidere sul proprio futuro e che non c’è alcun voto che possa essere definito emotivo e quindi non degno di essere espresso come Berlusconi ha deciso tentando di non far esprimere gli italiani il 12-13 giugno sul nucleare. Ora grazie al voto sardo la battaglia sul nucleare in Italia è più forte.

 

Foto | Sassari Notizie

 

da Ecoblog





 

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