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lunedì 2 maggio 2011

Per rimanere in tema ...



 Don Cantini "spretato" su ordine di Benedetto XVI
"Abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, dell'abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze": è questa la conclusione dell'istruttoria supplementare resa nota con una 'Notificazione' diffusa in serata alla stampa dal cardinale Ennio Antonelli, amministratore apostolico della diocesi di Firenze che il 26 ottobre passerà la guida della Curia al nuovo arcivescovo monsignor Giuseppe Betori.
Un miracolo (sembrava), quel prete che per una volta paga per gli abusi sui minori commessi per circa vent'anni ... mi riferisco a don Lelio Cantini, il prete "spretato" nel 2008 da Papa Ratzinger (ben 4 anni dopo la denuncia di quelle persone, ormai cresciute, che avevano trovato il coraggio di denunciare l'abominio subito per anni e anni).

Ma tranquilli era solo un falso allarme, leggete qui:
"L’inchiesta su Don Lelio Cantini, accusato di abusi sessuali su minori, è stata archiviata: i reati sono prescritti o mancano le querele. Ma ci sono stati, eccome. 
(..) Don Lelio Cantini, sacerdote della parrocchia fiorentina di Regina della Pace, dove certo non hanno trovato la pace i ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni dei quali abusò sessualmente e psicologicamente Don Lelio dal 1973 al 1987
Oggi che ne ha 88 il pm fiorentino Paolo Canessa dice che le violenze sessuali “ci sono state” e che “si è trattato di abusi sessuali gravi, protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni Novanta. Quindi non aveva smesso nel 1987, ma era andato avanti. E il prete, nato nel 1923, aveva quasi settant’anni. Lo scrive nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, richiesta successivamente accolta dal gip
malgrado “le denunce fatte nel tempo, anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli”, da parte delle autorità religiose c’è stato un “comportamento apparentemente omissivo” e anche “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria.”
Come dicevo l'altra volta, beato chi non ha peccato ... e qui a non avere peccato ne vedo davvero pochi!




 

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