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lunedì 4 aprile 2011

Processo Berlusconi Ruby 6 aprile: l'illusione dell'epilogo



berlusconi processo ruby 6 aprileSe oggi è in Tunisia, mercoledì Silvio Berlusconi dovrebbe presentarsi in tribunale a Milano per la prima udienza del processo per il Ruby Gate. L’attesa è enorme: immotivatamente enorme. Una buona fetta di Italia crede che questo sia l’epilogo, che si sia arrivati alla fine per i caimano. Ma và…

Non è naturalmente così. Ma piace a tanti credere che lo sia. Luigi Ferrarella spiega sul Corriere perché

Non è ancora iniziato e già il processo Ruby slitta di quasi due mesi. Se la maggioranza parlamentare di Berlusconi accelera domani per neutralizzare con la legge sulla prescrizione breve il processo Mills, e per mettere sui futuri binari del processo Ruby il macigno istituzionale di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, i processi al presidente del Consiglio invece rallentano

Non solo.

Come si legge su La Stampa, questa è una settimana comunque importantissima per la giustizia. C’è molto in ballo, e i processi milanesi nei quali Berlusconi è imputato potrebbero subire slittamenti ancora al momento imprevedibili.

Motivo? Domani alla Camera si torna a discutere di due cose: la prescrizione breve, quella che aveva scatenato la bagarre settimana scorsa, con gli insulti di La Russa a Gianfranco Fini - il Ministro della Difesa che manda aff…..o il Presidente della Camera, solo in Italia… - ma soprattutto il conflitto di attribuzione, che potrebbe ulteriormente dilatare i tempi.

Un Parlamento che in questi tempi si occupa a tempo quasi pieno dei problemi giudiziari del Primo Ministro è al solito inaccettabile, purtroppo anni come quelli che stiamo vivendo ci hanno abituato a scavare ben oltre il fondo, e sapere che al peggio non c’è mai limite.

Leggiamo cosa scrive Paolo Festuccia su La Stampa:

È chiaro, però, che il voto dal punto di vista giudiziario non blocca l’inchiesta, come ha fatto rilevare la Procura di Milano. E, quindi, qualora prevalesse il sì e la Camera portasse il conflitto dinanzi alla Corte Costituzionale, ritenendo il reato di concussione contestato a Silvio Berlusconi (la famosa telefonata del capo del governo in Questura per chiedere il rilascio di Ruby) di competenza del tribunale dei ministri, la Consulta, comunque, prima dovrebbe esprimersi sull’ammissibilità del ricorso. Poi, qualora fornisse il disco verde dovrebbe fissare un’ulteriore udienza per decidere nel merito. Ma nel frattempo, comunque, il processo andrebbe avanti con la prima udienza fissata già per dopodomani (il 6 aprile dovrebbe essere comunque un’udienza di smistamento nella quale si discuterà anche il calendario successivo) e qualora l’aula si esprimesse per il sì al conflitto, la difesa del capo del governo probabilmente chiederebbe la sospensione del processo. I pm, verosimilmente, si opporrebbero e toccherebbe poi al collegio decidere. In casi simili le fonti di giurisprudenza dimostrano che i processi non si sono fermati né per attendere il merito né durante l’attesa per il suo giudizio. E forse sarà proprio per questo che nel Pdl, seppur con diverse impostazioni, c’è chi spinge per una norma blocca processo e solleva il nodo dell’improcedibilità una volta ottenuto il sì al conflitto d’attribuzione da parte dell’emiciclo di Montecitorio. E’ chiaro, dunque, che la partita che si apre domani alla Camera segnerà una nuova svolta non solo nei rapporti tra maggioranza e magistratura ma anche nel solco della ricerca di un dialogo (il 5 l’Anm sarà ricevuta al Quirinale) per ora mai accensato sulla riforma costituzionale del ministro Alfano, già varata dal governo.

 

 

da Polisblog





 

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