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martedì 19 aprile 2011

Nucleare, stop del Governo agli impianti



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Il Governo ha deciso di fermare il programma sul nucleare, “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche”. La rinuncia a procedere con le norme sulla realizzazione di impianti in Italia sostituisce la moratoria già prevista ed è stata inserita come emendamento all’articolo 5 del decreto legge Omnibus, che si trova in esame al Senato. Secondo alcuni parlamentari, la proposta di modifica dell’esecutivo renderebbe superato il referendum sul nucleare, fissato per giugno e richiesto dall’IdV.

In mattinata, durante un ‘intervento al Parlamento Europeo, a Bruxelles, sui piani del governo per il nucleare si era espresso negativamente Giulio Tremonti. Dopo quello che è successo inGiappone, alla centrale di Fukushima,che “non è solo un banale incidente”, per il ministro dell’Economia è necessaria una “riflessione economica e non solo”. Forse è arrivato il momento, ha continuato Tremonti, di rispondere con il “finanziamento di piani per le energie alternativeanche con gli Eurobond”, cioè l’emissione comune di titoli di Stato europei.

Pronte sono arrivate le risposte dell’opposizione. “L’esecutivo ha deciso di presentare un subemendamento che è identico a quello già presentato dai nostri senatori”, sostiene Francesco Rutelli. “Si mette fine così”, ha concluso il leader di Api, “Ad una illusione priva di presupposti economici e di garanzie di sicurezza, tanto più alla luce del disastro di Fukushima”. ”Noi anti-nuclearisti potremmo gridare vittoria, in realtà è l’ennesima pagina triste di questa legislatura”, commenta il deputato Pd, Dario Ginefra. “Si cerca di non far raggiungere il quorum al referendum, per timore che possa essere abrogata la norma sul legittimo impedimento”, aggiunge, “E si lascia il Paese senza un piano energetico. Anche gli ambientalisti non possono che gridare all’irresponsabilità di Berlusconi e del suo Governo”. La decadenza del quesito sul nucleare, secondo alcuni parlamentari, potrebbe produrre una smobilitazione dell’opinione pubblica che rischierebbe di non far raggiungere il quorum necessario al referendum per la sua validità. E sarebbe proprio questa, insistono i deputati dell’opposizione, la motivazione del governo. Se il referendum riuscisse nei numeri, la maggioranza corre il rischio di veder sfumare sia la proposta sulla privatizzazione dell’acqua, sia – soprattutto – quella sul legittimo impedimento.

 

 

da Il Fatto Quotidiano





 

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