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domenica 17 aprile 2011

Morire in nome della religione!



http://www.infotdgeova.it/SANGUE.jpgTesserino con il quale i Testimoni di Geova respingono le trasfusioni di sangue

Morire in nome della propria religione, è il caso di Annunziata Iannicelli, testimone di Geova, che  dopo essere stata ricoverata per problemi gastrointestinali e già malata di cuore (le avevano impiantato una valvola mitrale meccanica, due bypass e un pacemaker), è deceduta ieri all'ospedale Saint Charles di Bordighera, dopo aver rifiutato una trasfusione di sangue.

La figlia della donna, nel tentativo di salvarle la vita, si rivolse alla magistratura per obbligare l’intervento dei sanitari e fare così la trasfusione alla madre, ma l’istanza è stata respinta per un vizio di forma. Ricordo che la legge, nel caso il paziente sia in grado di intendere e di volere, non può comunque obbligare nessuno sottoporsi a una cura medica se il paziente non acconsente.

Ricordo inoltre che ai testimoni di Geova sono vietate le trasfusioni di sangue (anche nel caso ci sia in ballo la vita del paziente), perchè costituisce una grave violazione dottrinale.

Riporto da questo sito (infotdgeova.it):

Per i Testimoni, accettare il sangue per salvare la vita equivale a rinnegare la fede, incorrere nella disapprovazione divina e disprezzare il provvedimento per la salvezza eterna che Dio ha disposto, cioè il prezioso sangue di Cristo. Questo è quanto si insegna ed è continuamente ripetuto nelle loro pubblicazioni, adunanze ed assemblee. È impensabile esprimere dubbi od incertezze sull'assoluta correttezza di questa posizione. Se qualcuno osasse farlo verrebbe ripreso, "disciplinato" e, se persiste nelle sue posizioni, espulso come apostata dalla Congregazione.

Questa norma è in vigore dal 1961. In quell'anno, infatti, La Torre di Guardia del 15 luglio, alle pp. 446-448, rispondendo alla domanda se accettare una trasfusione comportasse la disassociazione, affermò: «Le ispirate Sacre Scritture rispondono di sì. Questa è una violazione dei comandi di Dio, la cui serietà non dovrebbe essere sminuita da nessun atto di leggerezza, pensando che sia una questione facoltativa su cui l'individuo possa prendere la decisione secondo coscienza. Secondo la legge di Mosè, chi riceve la trasfusione del sangue dev'essere stroncato dal popolo di Dio mediante la scomunica o disassociazione. In ogni modo, se egli rifiuta di osservare la necessaria norma cristiana mostra di opporsi deliberatamente alle esigenze di Dio. Quale ribelle oppositore ed infedele esempio per i conservi della congregazione cristiana, egli dev'essere stroncato da essa mediante la disassociazione»

E mi chiedo se nel 2011 la vita di una donna possa finire perchè la propria religione vieta quella che poteva essere l’unica soluzione per salvarla da una morte certa … con tutto il rispetto per ogni religione, queste pratiche (a mio avviso) sono a dir poco assurde! Non capisco come una religione possa condannare chi crede, a morte certa! Non è negare la libertà di scelta delle persone che ne fanno parte? Veramente un dio può chiedere questo ai propri credenti?

E ammesso e concesso che esistano trattamenti alternativi alla trasfusione di sangue, ma che senso ha tutto questo?

E ai tanti finti moralisti che adesso diranno “l’ha scelto lei” , “ognuno è libero di fare quel che vuole con la propria vita”, rispondo: Eluana Englaro vi dice nulla? bei discorsi i vostri!!!!!! Vi ricordate le polemiche? La Chiesa che parlava di “omicidio” … Berlusconi che si disse “pentito di non esser intervenuto” …

Penso che allora sarebbe giusto lasciar “liberi di poter morire” chiunque vuole! Anche chi è in coma da 20 anni! E di non fare i moralisti solo quando fa comodo!





 

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