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domenica 24 aprile 2011

Milano, Letizia Moratti regala una scuola alla Lega nord



L'edificio di Quarto Oggiaro è stato assegnato alla Guardia nazionale padana. Insorgono le associazioni di quartiere: "Non sapevamo niente della gara d'appalto". La verità è che il sindaco si deve guadagnare il sostegno del Carroccio nella difficile campagna elettorale in corso

Una scarna nota dell’ufficio stampa del Comune di Milano comunica che l’edificio di via Lessona 65, nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro, è stato assegnato alla Guardia Nazionale Padana. È una ex scuola elementare, da anni inutilizzata. Chi scrive – passatemi per una volta un riferimento personale – nelle sue aule ha frequentato la quinta. “Il bando di gara per l’assegnazione dell’immobile si è tenuto lo scorso novembre”, ci informa la nota. “La destinazione si inserisce nell’ambito delle funzioni di protezione civile assegnate al Comune di Milano. L’Amministrazione ha sviluppato nel corso di questi ultimi anni numerose forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati in grado di supportare le strutture comunali ed in particolare proprio la Protezione Civile. Lo stabile di via Amoretti, che si estende su circa 1000 metri quadrati, pur trovandosi in discrete condizioni necessita di una seria opera di manutenzione, si trova in una zona a rischio vandalismi e occupazioni abusive. Si è ritenuto che l’utilizzo dell’immobile da parte di un’associazione onlus quale la Guardia Nazionale Padana possa essere funzionale alle strategie di sviluppo sociale perseguite dall’amministrazione”.

Proviamo a interpretare il burocratese. Il Comune, dopo aver lasciato nell’abbandono l’edificio per anni, ora non ha i soldi per ristrutturarlo. Dunque lo affida a qualcuno che provvederà a sue spese, par di capire, salvando la ex scuola da vandalismi e possibili occupazioni abusive. Chi provvederà è la Guardia Nazionale Padana, accostata, non si capisce bene come, a non meglio precisate “funzioni di protezione civile”. Dovrà ristrutturare l’edificio, chissà con quali finanziamenti.

La onlus del Carroccio, dice il comunicato, ha vinto una gara che si è “tenuta lo scorso novembre”. E qui le associazioni del quartiere insorgono: nessuno a Quarto Oggiaro sapeva della gara. Non il Circolo Perini presieduto da Antonio Iosa, che da decenni sviluppa attività culturale nella zona. Non Quarto Oggiaro Vivibile e i tanti altri gruppi attivi in questa porzione di Milano agli estremi confini nord della città. Come è stata pubblicizzata, a novembre, questa gara? Chi vi ha partecipato? Chi ha giudicato le eventuali candidature proposte? In base a quali criteri ha vinto la Guardia Nazionale Padana? Che cosa ci farà in quell’edificio, come lo utilizzerà?

La verità è che Letizia Moratti, non molto amata dalla Lega, si deve guadagnare il sostegno del Carroccio nella difficile campagna elettorale in corso. Anche a costo di regalare una sede alla Guardia Nazionale Padana. A farne le spese, questa volta, un quartiere da cui è passato un pezzo della storia di Milano.

Quarto Oggiaro nasce negli anni Sessanta come “quartiere dormitorio”, sorge per ospitare l’immigrazione dal Sud Italia (di quei “terroni” che sono stati i primi nemici della Lega, poi sostituiti dagli extracomunitari). È un “quartiere operaio” all’inizio senza servizi (viene chiamato “Corea”, o “Barbon City”), ma è anche un esempio di quel riformismo ambrosiano ormai irrimediabilmente perduto che comunque riusciva in pochi anni a creare migliaia di nuovi alloggi e ad accogliere migliaia di “nuovi milanesi”. Poi il quartiere vede il crescere delle lotte sociali, dei movimenti popolari e, insieme, di una piccola frangia di terroristi. Infine, l’aumento del disagio sociale, il dilagare della droga, la silenziosa occupazione delle famiglie legate alla ’ndrangheta. Negli ultimi anni Quarto Oggiaro, anche per merito delle sue associazioni e dei suoi preti, ha intrapreso un orgoglioso cammino, rivendicando una sua buona “normalità”, pur fra tanti problemi. Ha bisogno di presenza dello Stato, di cultura e di luoghi d’aggregazione. Invece Letizia Moratti gli manda le Guardie Padane.

 

 

da Il Fatto Quotidiano





 

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