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domenica 3 aprile 2011

Franco Frattini ci umilia alla BBC



Non è solo Silvio Berlusconi che ci copre di ridicolo quando va all'estero.

Jeremy Paxman è uno dei giornalisti di punta della BBC, per la quale lavora dal 1977. Wikipedia dice che è noto per il suo stile stile diretto e graffiante, in particolare quando intervista i politici e Frattini è finito proprio tra le sue grinfie.



Franco Frattini dai giornalisti veri di solito sta alla larga, è abituato a domande per le quali conosce già la risposta e a parlare d'altro quando non sa o non può dire. Sarà forse per questo ha accettato di dare un'intervista a Nightnews, non ci pensava proprio che un giornalista del servizio pubblico britannico potesse trattare con così poca deferenza un Ministro degli Esteri di un paese importante. Forse pensava di andare alla RAI, eppure gli era già capitato di avere una brutta esperienza con un giornalista inglese, ed era proprio uno della BBC.

Sia come sia, Frattini ha dato un'intervista lunare, ha provato con le sciocchezze, ha provato a fare un po' di facce, ha provato a parlare d'altro, ha provato persino con la supercazzola, ma ogni volta è stato murato dal perfido albionico. Imbarazzante.

Quella che segue è la traduzione della parte d'intervista reperibile su YouTube dove sfortunatamente è stata caricata monca, nel caso esca il resto integrerò. Credo di essere stato molto fedele nel tradurre quello che voleva dire Frattini nel suo pessimo inglese, con  Paxman invece non ho avuto problemi o dubbi. Non aggiungo altro, questo è il tizio che ci rappresenta ufficialmente all'estero quando non c'è Berlusconi.

P: Oggi gli italiani hanno usato il summit per diffondere la loro idea dell'offerta di asilo a Gheddafi da parte di un paese africano non identificato. Poco fa ho incontrato il Ministro frattini e gli ho chiesto cosa spera che succeda

F: Una cosa è molto chiara: deve andarsene. Nessuno lo può considerare un interlocutore. Deve andarsene perché il futuro della Libia sarà costruito senza di lui.

P: Dove deve andare?

F: Ancora non lo sappiamo. Io spero che ci sarà un certo numero di paesi pronti ad ospitarlo. Forse dietro gli auspici dell'Unione Africana, che può avere una certa influenza su di lui

P: Che paesi in Africa?

F: Ancora non lo sappiamo, ma più aggiungo particolari e meno sarà probabile riuscirci.

P: Perché non gli offrite asilo in Italia, se pensate che debba semplicemente andarsene da qualche parte?

F: Lo escludiamo categoricamente

P: Perché?

F: Perché non vogliamo avere un dittatore

P: In questo caso perché non sostenete che debba essere portato davanti alla Corte Penale Internazionale?

F: Penso che dovrebbe, nessuno gli può garantire l'impunità, di sicuro non l'Italia che è tra membri fondatori dello Statuto di Roma che ha istituito la Corte.

P: Quindi non può venire in Italia perché voi lo dovreste consegnare al Tribunale Penale Internazionale

F: Beh... noi saremmo obbligati in ogni caso, ma tutti i paesi sarebbero obbligati

P: Allora perché un altro paese dovrebbe accoglierlo?

F: Questo è il motivo per il quale non abbiamo ancora offerte formali

P: Ma voi pensate che qualche altro paese dovrebbe accoglierlo

F: Penso di sì

P: Ma non può essere preciso nell'indicare che paese dovrebbe accoglierlo?

F: Non lo so perché non ho offerte formali in questo senso

P: Perché qualsiasi altro paese dovrebbe essere meno rispettoso della legge di quanto lei dice essere l'Italia?

F: Beh... perché in altri paesi, forse, ci sono altre possibilità, in Italia non c'è più nessuna possibilità. Ha attaccato l'Italia anche tre o quattro giorni fa dicendo che meritiamo una punizione (punition!!!) o qualcosa del genere. Non lo possiamo accettare. Che siamo gli eredi del colonialismo e cose del genere

P: Perché il vostro Primo Ministro ha detto di essere triste per Gheddafi?

F: Beh... forse perché ha fatto una distinzione tra gli orribili crimini che ha commesso e la pietas umana, il senso di pietas verso gli esseri umani

P:  Scusi, non ho capito

F: Forse quello, perché parlando francamente il mio Primo Ministro non ha avuto esitazioni nell'appoggiarmi completamente nella azioni che ho intrapreso

P: Parlando di Libia, si sente imbarazzato dal passato italiano in Libia?

F: Beh... questo è il motivo per il quale abbiamo siglato il trattato d'amicizia, ci sentivamo imbarazzati dal fatto che il fascismo abbia ucciso così tanti libici in passato, questa è una verità

P: E i libici si ricordano, no?

F: Sì ed è per questo che vogliamo mantenere l'amicizia tra il popolo libico e quello italiano. Nei miei colloqui con la gente di Bengasi, che stiamo sostenendo con forza dopo aver riaperto il consolato italiano a Bengasi,  ho sentito che amano gli italiani, perché vogliono cooperare con noi. 

P: Nel suo lavoro di relazioni internazionali è un aiuto avere un Primo Ministro considerato come una barzelletta internazionale?

F: Beh... gli italiani hanno giudicato il Primo Ministro diverse volte, lui ha vinto, gli italiani possono scegliere da soli

P: Ma lei sa qual è la sua reputazione, tutte queste feste e il resto, questo le rende la vita più semplice?

F: Forse la gente che non lo conosce, concretamente e correttamente (?)... forse

P: Lei è mai stato a una di queste feste?

F: Beh... il mio Primo Ministro è nelle condizioni di spiegarsi da solo molto bene, ma le persone che non lo conoscono...



Aggiornamento: spunta il prequel, ancora Frattini in formato export



dal blog di Mazzetta
via Agoravox




 

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