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martedì 5 aprile 2011

de Mattei, dopo la punizione divina in Giappone, quella per l’Impero Romano: finì per colpa dei gay!



“Le grandi catastrofi sono una voce paterna della volontà di Dio, che ci richiama al fine ultimo della nostra vita. Se la terra non avesse catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile, e non ricorderemmo che siamo cittadini del cielo (…)” (qui l’intervista completa con l’audio)

Frasi del genere (in riferimento alla recente tragedia in Giappone) sono degne di Pontifex o di qualche altro bigotto ultra cristiano, ma nessuno si aspetterebbe mai che a pronunciarle sia il vicepresidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) Roberto de Mattei (sulle frequenze di Radio Maria) …

Ma de Mattei a distanza di due settimane si supera e ci regala un altra delle sue perle e stavolta tocca ai Cartaginesi e i Romani, i cui rispettivi Imperi, sempre e solo secondo il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sarebbero finiti per colpa dei gay presenti al suo interno … riporto da Giornalettismo:

de Mattei cita Salviano quando dice che fu fatta “cenere del prestigio di Roma grazie alla macchia infamante di quella perversione contro natura.” Che è l’omosessualità, lo ricordiamo. Insomma, il nostro vicepresidente fa una ricostruzione che ci fa capire che i Cartaginesi finiscono male per via dell’omosessualità, poi anche i romani si infettano per “l’abominevole presenza di pochi invertiti” che sono una “vergogna per tutto l’impero.” Meno male che arrivano i barbari, che “sono uno strumento del giudizio di Dio.

Che poi aggiunge:

“Le parole di Salviano meritano di essere meditate, perché noi oggi viviamo in un’epoca in cui i peggiori vizi vengono alimentati dai mass media e addirittura vengono iscritti nelle leggi come diritti umani”.

 

 

Qui trovate la petizione per chiedere le dimissioni del vicepresidente del CNR,  Roberto de Mattei

 

 

Vedi anche:

- ”Il giusto castigo di Dio”





 

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