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martedì 22 marzo 2011

Lampedusa, 15 aprile 1986.



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/12/Scud_Launcher.jpg/800px-Scud_Launcher.jpg
Un lanciatore SCUD usato in una esercitazione negli Stati Uniti nel 1997 (foto Wikipedia)

Il nostro ministro Ignazio La Russa lancia l'allarme! Ecco qual'è il vero pericolo:
"Il pericolo vero non e' costituito dai missili di Gheddafi, ma dagli attentati terroristici libici nel nostro territorio" (qui il video da Corriere.it)
Beh a precindere se sia vera o no la sua tesi, sapete qual'è stato l'unico attacco bellico subito dal nostro paese da parte di un altro stato, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi????

Riporto da Wikipedia:
Lampedusa era sede di un centro Loran della Guardia Costiera Statunitense (....) Pochi minuti prima delle ore 17:00 del 15 aprile 1986 molti residenti dell'isola di Lampedusa udirono due forti boati. Il primo dispaccio di agenzia li attribuì a "cannonate sparate da una motovedetta libica", poi si pensò ad un attacco aereo, infine, ad un attacco missilistico.

Il comandante della stazione radio, Tenente Ernest Del Bueno, fece evacuare il personale statunitense, ma non quello italiano.

La notizia dell'evacuazione dei militari americani gettò nel panico gli isolani, che si trasferirono fuori del centro abitato, andando ad occupare i vecchi "dammusi" (vecchie costruzioni in pietra) e le gallerie-ricovero scavate nella roccia durante la seconda guerra mondiale.

Verso le ore 18:00 le Autorità Statunitensi informarono il Ministro della Difesa italiano, Giovanni Spadolini, che Muammar Gheddafi, Presidente della Libia, aveva ordinato il lancio di due missili SS-1c Scud B - R-300 9K72 Elbrus, di fabbricazione sovietica, contro l'isola di Lampedusa, ordigni che erano caduti in mare, esplodendo il primo a 2 km a nord-ovest ed il secondo a 2 km a sud-ovest dalla base di Capo Ponente.

L'allora generale di brigata aerea Mario Arpino, Capo del 3º Reparto "Pianificazione delle Forze Aerospaziali" dello Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana, dal gennaio 1986 al settembre 1987, in una intervista del 2005, ricorda quegli eventi:
« M.A.: «All'indomani del caso Lampedusa, Cottone mi incaricò per conto del Governo di studiare una ritorsione contro la Libia nell'eventualità di altre azioni ostili. Noi preparammo una serie di piani.» - G.D.F.: «Ma i nostri radar avvistarono gli Scud?» - M.A.: «I nostri radar non erano in grado di scoprire missili di quel genere. Avevamo chiesto alla NATO di fornirci degli AWACS, radar volanti molto potenti, ma ci furono concessi mesi dopo.» - G.D.F.: «Solo i satelliti U.S.A., quindi, potevano vedere gli Scud: solo gli occhi spaziali americani che in quel momento tenevano sotto controllo tutto il Canale di Sicilia. Ma Washington a chi trasmetteva i dati dei satelliti?» - M.A.: «Gli americani non hanno mai interferito a livello operativo: io ero responsabile della sala di crisi e non mi comunicarono nulla. Se informavano qualcuno, lo facevano a livello politico. So con certezza che non venimmo nemmeno avvisati del raid contro Tripoli. Ricordo la sorpresa quella notte quando i nostri radar scoprirono gli aerei diretti in Libia». »
L'attacco missilistico fu immediatamente rivendicato dai libici. Il primo a farlo, 24 ore dopo, il 16 aprile 1986, fu l'ambasciatore libico a Roma, Abdulrahaman Shalgam:

« I missili sono venuti dalla Libia, non abbiamo cercato di colpire l'Italia ma una base USA. »

Come appunto diceva Abdulrahaman Shalgam, il lancio dei due missili SS-1c Scud serviva a colpire una base militare statunitense situata sull'isola di Lampedusa per "vendicare" il bombardamento della Libia da parte degli Stati Uniti nell'operazione "El Dorado Canyon", voluta dal presidente Donald Regan ....

Solo per curiosità, quante sono le basi USA in Italia?




 

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