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martedì 15 marzo 2011

"Laicità all'Italiana"



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La Corte di Cassazione, ribadendo il concetto che la laicità dello stato  "non può essere posta in dubbio"  ... ha sentenziato che: "nei pubblici uffici italiani, tra i quali rientrano anche le aule di giustizia, si può esporre solo il simbolo del crocefisso".


E  poco conto se l'Italia, come c'è scritto sulla costituzione, si dichiara uno stato laico, "Come sottolineato dall'art. 4 della sentenza n.203 della Corte Costituzionale, per la Costituzione Italiana la laicità è un "principio supremo dello Stato", che si struttura negli artt. 7, 8 e 20; "il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale." La Costituzione infatti separa gli ambiti di religioni e Stato, garantisce la libertà religiosa ( e quindi, implicitamente, il diritto a non avere alcuna fede) e la libertà di pensiero (art. 21), negando alla religione maggioritaria (cattolica) lo status di religione di stato", per poter esporre altri simboli oltre il crocifisso, aggiunge la cassazione "è necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste".

Con la stessa sentenza la Corte di Cassazione ha inoltre confermato la rimozione dall'ordine giudiziario di Luigi Tosti, un giudice di pace che pochi mesi fa si rifiutò di tenere udienza finché il crocifisso presente in aula non fosse stato rimosso dal tribunale (furono 15 i processi che si rifiutò di tenere).

E così con l'ennesima concessione allo stato Vaticano, la "laicissima Italia" fa perdere il posto di lavoro a un giudice che semplicemnete chiedeva il rispetto di tutte le religioni come dichiara la costituzione!!!!!!




 

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