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lunedì 14 marzo 2011

Giappone, Fukushima: inizia fusione del nucleo. Tokyo chiede aiuto agli Usa



In Giappone cresce l’incubo nucleare. La Tepco, il gestore dell’ impianto giapponese, dopo i fallimenti dei tentativi di raffreddamento delle barre nucleari che sono rimaste totalmente esposte ha annunciato che “ciò indica una situazione critica e l’inizio di fusione del nucleo”. La stessa società teme che anche per il reattore 2 si profila la stessa conclusione del numero 1 e 3: un’esplosione nelle prossime ore. Le autorità ribadiscono che le possibilità di una grossa fuga di gas radioattivo dalla centrale sono attualmente “molto basse”. Nelle mattinata c’erano state due esplosioni provocate da fughe di idrogeno nell’edificio che contiene il reattore 3. Undici persone sono state ferite e un dipendente è rimasto contaminato. L’agenzia per la Sicurezza Nucleare nipponica ha assicurato che “non c’è alcuna possibilità” che si ripeta un disastro come quello di Chernobyl nell’impianto nucleare di Fukushima-Daiichi. Lo ha riferito il governo nipponico con il ministro per la Strategia nazionale, Koichiro Genba.

18.47 – Aiea: “Improbabile che Fukushima si trasformi in una nuova Chernobyl”
E’ “molto improbabile” che l’incidente nucleare all’impianto giapponese di Fukushima si trasformi in una situazione come il disastro di Chernobyl 25 anni fa in Ucraina. Lo ha affermato da Vienna Yukiya Amano, direttore generale dell’Aiea. La differenza principale, secondo il diplomatico giapponese, è che non è in atto alcuna reazione a catena nei reattori di Fukushima e che a Chernobyl non c’erano contenitori del nocciolo del reattore simili a quelli in Giappone. Amano ha quindi sottolineato che non si tratta “di un incidente causato da errore umano o da progettazione”, ma della conseguenza di una “enorme catastrofe naturale che è andata oltre l’immaginazione”.

18.41 – Fukushima, Aiea: “Non ci sono segnali di possibili fusioni del nucleo”
Al momento non ci sono segnali di possibili fusioni del nucleo nei reattori delle centrali giapponesi colpite dal terremoto. Lo ha precisato l’Aiea. “Non abbiamo indicazioni – ha detto il direttore del Dipartimento sicurezza nucleare dell’agenzia atomica – che ci sia già un processo di fusione in atto”. Il rischio di una fusione nucleare era stato evocato per il reattore numero due della centrale di Fukushima le cui barre di combustibile erano rimaste esposte per ore.

18.25 – Fisico del Cnr: “C’è il rischio di fuoriuscita di materiale altamente radioattivo”
Il rischio più concreto della fusione del nocciolo nella centrale di Fukushima è “la fuoriuscita di materiale altamente radioattivo che potrebbe contaminare l’area circostante, mentre al momento mi sembra improbabile che si formi una nube tossica: la parte superiore della centrale, malgrado le esplosioni, sembra che abbia tenuto”. Il fisico Valerio Rossi Albertini, esperto di nucleare del Cnr, traccia gli scenari possibili dell’emergenza atomica in Giappone seguita al cataclisma: la prospettiva più rosea è che “i giapponesi, tramite le iniezioni di acqua di mare o qualche altro escamotage, riescano a ricoprire del tutto le barre di zirconio contenenti il materiale combustibile, ossia l’uranio radioattivo.

18.17 – Governo giapponese chiede aiuto agli Usa per raffreddare i reattori
Il governo giapponese ha chiesto formalmente agli Stati Uniti aiuto per raffreddare i reattori nelle centrali nucleari danneggiate dal terremoto e dallo tsunami. E’ quanto ha reso noto la U.S. Nuclear Regulatory Commission che sta valutando il tipo di assistenza tecnica fornire, secondo quanto si legge sui media Usa. Già subito dopo il sisma, venerdì scorso, Washington aveva ordinato ai militari di stanza in Giappone di portare materiale raffreddante nella centrale di Fukushima dopo che era emerso che nel sisma era rimasto danneggiato l’impianto di raffreddamento.

17.55 – Francia:”Incidente nucleare giapponese di livello 5/6 su scala di 7″
L’Authority francese per la Sicurezza nucleare (Asn) ritiene che l’incidente nucleare in Giappone potrebbe passare dall’attuale livello 4 ad un livello 5 o 6 su una scala internazionale che va da 1 a 7. “Il livello 4 è già molto grave e raramente sono stati nel mondo gli incidenti di questa natura. Ma ci si può aspettare che l’allarme salirà ad un livello 5 o addirittura 6″, ha detto durante una conferenza stampa a Parigi, il presidente Asn Jean-Claude Lacoste, che ha paragonato l’incidente della centrale di Fukushima a quello di Three Mile Island, negli Stati Uniti, che si è verificato nel 1979.

16.22 – Fukushima: Barre nucleari di nuovo esposte. Inizia fusione del nucleo. Tokyio chiede aiuto all’Aiea
Le barre di combustibile del reattore 2 della centrale di Fukushima sono di nuovo completamente esposte, dopo che il livello dell’acqua è sceso. Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell’impianto giapponese. “Ciò indica una situazione critica e l’inizio di fusione del nucleo”. La Tepco teme che anche per il reattore 2 si profila la stessa conclusione del numero 1 e 3: un’esplosione nelle prossime ore. La società tenterà comunque di fare un buco nella struttura che ospita il reattore per permettere la fuoriuscita di idrogeno. La fusione del nucleo del reattore comporta la dispersione di un’elevata quantità di radioattività: un’ipotesi mai verificatasi nella storia del nucleare civile; mentre a Chernobyl non si arrivò alla fusione del nucleo. Almeno secondo le prime comunicazioni ufficiali, finora le dosi di radiazioni registrate al di fuori della centrale giapponese di Fukushima sono ben al di sotto di quelle che provocano avvelenamento: il valore di 1557,5 microSievert registrato ieri infatti è mille volte più basso della dose a cui si registrano i primi danni biologici acuti. Intanto Il Giappone ha chiesto ufficialmente aiuto all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) di inviare un team di esperti per aiutare le autorità locali a fronteggiare la crisi nucleare scatenata dal terremoto e dallo tsunami di venerdì. Lo ha rivelato il direttore

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Esplosioni alla centrale di Fukushima  (12 marzo 2011)

 

Esplosioni alla centrale di Fukushima 1 (14 marzo 2011)





 

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