> Wikileaks : Berlusconi? “incline alle gaffe ed è un po' clown», Prodi: su Abu Omar sapeva ma non disse nulla. >

venerdì 18 febbraio 2011

Wikileaks : Berlusconi? “incline alle gaffe ed è un po' clown», Prodi: su Abu Omar sapeva ma non disse nulla.



http://2.bp.blogspot.com/-e43K3-puE-I/TV5B4H9tvNI/AAAAAAAALlA/CnuTJq0JLgU/s1600/espresso%2Bbanner.PNG
Ecco alcuni dei cable segreti di Wikileaks che sta diffondendo L'espresso :
«Le sue frequenti gaffe e la povera scelta di parole hanno offeso praticamente tutte le categorie di cittadini italiani e molti leader europei... Ha danneggiato l'immagine del Paese in Europa e creato un tono comico alla reputazione italiana in molti settori del governo statunitense» , «è diventato il simbolo dell'incapacità e inefficacia dei governi italiani nell'affrontare i problemi cronici del Paese: un sistema economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito crescente, la corruzione endemica» 

«La sua volontà percepita di porre gli interessi personali prima di quelli dello Stato, la sua preferenza per soluzioni a breve termine invece che per investimenti di lunga durata, il suo frequente uso di istituzioni e risorse pubbliche per conquistare vantaggi elettorali sui suoi avversari politici hanno danneggiato l'immagine dell'Italia in Europa e hanno creato un tono disgraziatamente comico alla reputazione italiana in molti settori del governo statunitense»
Un leader «incline alle gaffe ed è un po' clown» ... queste le parole usate da Ronald Spogli, l'ambasciatore americano a Roma, in alcuni documenti indirizzati a Hillary Clinton e Barack Obama al momento di lasciare il suo incarico di ambasciatore, e riguardanti (se non chi?) Silvio Berlusconi.

Imbarazzo che però viene ripagato con l'appoggio indiscriminato da parte del premier Italiano a qualunque pretesa del governo Americano, soprattutto in campo militare, vedi l'aumento di uomini Italiani in Afghanistan e o l'allargamento della base USA  a Vicenza o altre concessioni sulle basi militari di Sigonella, Aviano e Aversa:
«L’Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti faticosamente nei Balcani negli ultimi vent’anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan e, infine, il territorio nazionale sarà strategico per l’Africom»
«Se useremo una forte pressione l'Italia eserciterà la sua influenza economica in Iran per mandare a Teheran un chiaro segnale che potrebbe influire sulla loro politica di sviluppo nucleare»
E continuando a parlare di “favori”, in altri cable si cita quando furono spediti alcuni detenuti di Guantanamo nel 2008, richiesta anche questa accettata (pochi mesi dopo) dal ministro Frattini:
«quelle che ritengono saranno tra le nostre prime richieste, il farsi carico della custodia di alcuni detenuti nella prigione di Guantanamo»
Si parla anche quando nel 2008 l’Italia chiese aiuto agli Usa, dopo aver trovato le prime difficoltà nell’organizzazione del G8 a L’Aquila. Un eventuale fallimento del G8 avrebbe potuto compromettere Berlusconi e quindi il raggiungimento di alcuni obbiettivo da parte degli USA:
"Berlusconi - annotano - ha bisogno di mostrarsi un leader credibile a livello internazionale per ripulire la sua immagine, e ci sarà tremenda attenzione"
E il “bello e abbronzato” (Obama, ndr), salvò Berlusconi, il G8 andò a gonfie vele e lui rimase saldo al suo posto.
Insomma Berlusconi nei vari cable viene descritto dalla diplomazia Americana come leader facilmente manipolabile e che porta a facili vantaggi a livello strategico ... motivo per il quale la diplomazia Americana continua ad appoggiare ed «assecondare la convinzione di Berlusconi di essere uno statista esperto», come spiega ancora Ronald Spogli in uno dei tanti documenti segreti. Fatto confermato anche in un altro cable (aprile 2008) dove appunto si legge «Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente. Se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente».

In altri cable, del 2003, si parla delle preoccupazione della diplomazia Americana, quando l'allora ministro Gianni Alemanno era fortemente contrario all'utilizzo di Ogm nel nostro paese, (ecco qui che appare evidente ancora la facile manipolabilità del nostro premier) ma tempestivo fu l’intervento di Gianni Letta, Franco Frattini e Silvio Berlusconi per far ritirare il decreto. Ecco come commentavano gli americani :
«Siamo molto incoraggiati dalla rapida e apparentemente decisa risposta di Berlusconi e Letta alla manovra dell’ambasciatore. Noi crediamo che loro assicurino un’alta percentuale di probabilità che il decreto Alemanno sia messo da parte. Tuttavia, ci aspettiamo anche che il ministro delle politiche agricole cerchi in altri modi di realizzare la propria visione di un’Italia libera dal biotech»
In altri cable si cita anche Massimo D’Alema (6 aprile 2007), allora ministro degli Esteri nel governo guidato da Romano Prodi, quando incontrò Condoleeza Rice (tra le parti non scorrevano ottimi rapporti dopo l'uccisione Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso in uno scontro a fuoco con soldati Usa in Iraq) per chiedere una “scusa” plausibile da fornire ai media, in sostanza Dalemik metteva le mani vanti già consapevole dell’ esito negativo alla richiesta di estradizione da parte dei magistrati Italiani nei confronti degli 007 Americani implicati nel rapimento dell’imam egiziano Abu Omar (rapito nel 2003 a Milano dalla Cia e dal Sismi), e chiedeva quindi una lettera che avrebbe confermato la loro “immobilità” davanti a un eventuale richiesta di estradizione avanzata dal pm Armando Spataro che stava indagando sul rapimento. Ecco come commentava Ronald Spogli la vicenda:
«D’Alema ha chiuso il meeting, durato un’ora, osservando di aver chiesto al Segretario se il Dipartimento poteva scrivergli qualcosa spiegando che gli Usa non avrebbero agito sulla richiesta di estradizione, se fosse stata presentata, nel caso Abu Omar. Questo, ha chiarito, poteva essere usato preventivamente dal Goi (Government of Italy, il governo italiano, ndr) per eludere l’azione dei magistrati italiani che volevano l’estradizione degli americani coinvolti (nel rapimento, ndr)»
Il resto è storia più o meno recente, sappiamo tutti com’è finita (a tarallucci e vino). L'allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, non invio mai nessuna richiesta oltreoceano. In altri cable (2006) si può infatti leggere:
«Il ministro Mastella ha fin qui posto un freno alle continue richieste di estradare presunti agenti della Cia presumibilmente implicati in un’operazione di rendition (sequestro, ndr) dell’imam Abu Omar.
Prodi ha rifiutato di fornire dettagli sul fatto che gli italiani ne fossero potenzialmente al corrente, ritenendo fosse indispensabile proteggere informazioni considerate segrete per la sicurezza nazionale
»
Per essere ancora più semplici ... Romano Prodi (anche se ha sempre fatto finta di pensare il contrario), faceva lo stesso "gioco" di Silvio Berlusconi, dovevano nascondere tutto!



Sò tutti delle stessa pasta … non c’è niente da fare!


Foto




 

Nessun commento:

>