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mercoledì 2 febbraio 2011

Perchè in Italia la galera la fanno solo i “poracci”?



http://parma.repubblica.it/images/2010/11/26/165228896-63886b2f-f56e-4c39-9013-5b5d833ad8db.jpg

Leggevo poco fa che la Quinta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali dell'ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi, e ha detto no all’arresto dell’imprenditore … disponendo un nuovo esame della vicenda davanti al Riesame di Milano.

Come riporta il Corriere:

Il suo arresto è stato disposto la prima volta nel 2003. Il 18 dicembre 2008 viene condannato in primo grado e il 26 maggio 2010, condannato a 10 anni di reclusione per aggiotaggio dalla Corte d'appello di Milano. Il processo a Parma per bancarotta fraudolenta si è concluso il 9 dicembre 2010 con la condanna a 18 anni di reclusione.

E una domanda mi sorge spontanea (stessa domanda che mi sono posto anche ultimamente quando la Camera ha negato l’arresto per il senatore del Pdl, Nicola Cosentino) … cosa bisogna fare per finire in galera in questo paese? O meglio, quanto conta essere potente per non finire in galera in questo paese?

A voi sembra normale che una persona con una “fedina penale” simile non finisca al fresco? Quante persone sono finite “sotto un ponte” grazie a questa tizio? Quante persone hanno perso tutto, soldi, risparmi ect ? E questo discorso si potrebbe fare per altre decine di esempi … basti pensare a quanti politici condannati siedono nel nostro parlamento e tranquillamente continuano a tenere le loro chiappe su quelle poltrone …

Questo paese non sta perdendo la dignità … l’ha già persa! e da parecchi decenni!





 

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