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lunedì 7 febbraio 2011

Maroni il moralista: l’unico ministro dell’ Interno denunciato per ‘resistenza a pubblico ufficiale’



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Settembre 96: irruzione della Digos nella sede della Lega. Al centro si riconosce Roberto Calderoli (foto Corriere.it)

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Mario Borghezio, l'ultimo a destra di spalle con la giacca. Davanti a lui , con maglione scuro e jeans l'attuale ministro degli Interni, Roberto Maroni (foto Corriere.it)

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Una foto di archivio di Roberto Maroni assistito da Roberto Calderoli e Umberto Bossi dopo gli incidenti di via Bellerio (foto Corriere.it)


Leggevo le parole del nostro ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, dopo gli scontri avvenuti davanti la villa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi :

“Spero che chi si  è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare”

Da quale pulpito eh? lui … Roberto Maroni, l’unico ministro dell’Interno denunciato e condannato per “resistenza a pubblico ufficiale” (insieme a Umberto Bossi), riporto dal Fatto Quotidiano :
Cass. pen. Sez. VI, (ud. 09-02-2004) 09-03-2004, n. 10773, che rigetta i ricorsi di Maroni Roberto e di Martinelli Piergiorgio, nei cui confronti sostituisce la pena detentiva con quella di euro 5.320 di multa ciascuno, ai sensi degli artt. 4 e 5, comma 3, della l. n. 134/2003, stralci della sentenza:
“2. – I fatti erano ricostruiti dalla Corte d’appello come segue, tenuto anche conto delle necessarie integrazioni contenute nella sentenza di primo grado.
2.1. La perquisizione avveniva in modo frazionato nel senso che gli operanti, giunti presso la sede di Via Bellerio 41 la mattina, incontrata la opposizione dei presenti, decidevano di rivolgersi per istruzioni al Procuratore della Repubblica di Verona. Tornavano, quindi, [sul] posto nel pomeriggio con il provvedimento integrativo di perquisizione e l’ordine di procedere, trasmesso via telefax, dalla competente Procura di Verona [… ]. Le forze dell’ordine salirono le scale inseguiti e ostacolati dagli astanti […] Durante tutto questo tragitto la Polizia dovette affrontare l’assembramento di persone che si era formato, accompagnata da un coro di insulti che vedeva promotore il Borghezio. Quindi, durante tutto il tragitto – che, pur non rappresentando il più diretto accesso alla stanza del Marchini fu presumibilmente indicato proprio dallo stesso - si verificavano numerosi atti di aggressione fisica e verbale nei confronti dei pubblici ufficiali riconducibili alle persone di Maroni, Bossi e Calderoli, episodi tutti documentati dai filmati televisivi (che erano stati visionati dal Pretore nel corso della istruttoria dibattimentale).
2.2. Il primo vero e proprio episodio di violenza fu quello posto in essere dall’on. Maroni che, come documentato dai filmati, tentò di impedire la salita della rampa di scale che dava accesso al corridoio di cui si è detto, bloccando per le gambe gli ispettori Mastrostefano e Amadu (pagg. 13 e 14 della sentenza di primo grado).
2.3. [Sul] pianerottolo si verificarono (sempre secondo la documentazione filmata Rai) i residui episodi specifici contestati agli imputati: 1) Calderoli spingeva alle spalle un poliziotto e Caparini lo affrontava di fronte; 2) Caparini con una mano appoggiata alla ringhiera e con l’altra [al] muro si rivolgeva all’ispettore Amadu dicendogli: “Tu non vai da nessuna parte”; 3) Il Dott. Pallauro veniva preso alle spalle e per il collo da Maroni; 4) Martinelli prendeva l’ispettore Amadu per il collo e alle spalle e lo tirava…”




 

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