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giovedì 13 gennaio 2011

Vergognosa lista di ebrei italiani “da cancellare “ su un sito nazista



Sembra di essere tornati indietro nel tempo quando i nazisti, quelli veri non questa feccia vigliacca che si nasconde dietro ai nick name, stilavano le cosiddette “liste di proscrizione” degli ebrei da deportare. Su un sito internet nazista americano, Stormfront, nella sezione dedicata all’Italia e alle discussione dei nazisti italiani è apparsa un elenco di nomi di ebrei italiani (o presunti tali) definiti “facce da cancellare”.

Il sito internet in questione (in realtà un forum), una vera e propria orgia di razzismo, antisemitismo, odio verso i diversi e tutto quanto di peggio possa esserci sulla faccia della terra, ha il server basato negli Stati Uniti ma ha una ricca pagina dedicata ai nazisti di casa nostra, sezione dove è apparsa la lista di ebrei italiani che comprende di tutto, dai personaggi politici a quelli dello spettacolo, dai giornalisti agli intellettuali. Essendo, come detto, il server basato negli USA non sarà facile risalire agli autori della lista di “facce da cancellare” anche se un funzionario della polizia postale ci ha detto che “non è impossibile”.

Il caso di Stormfront è l’ennesimo caso di antisemitismo online a cui si assiste di recente, un fenomeno che vede straordinariamente uniti due fronti ideologici che dovrebbero essere agli antipodi, quello nazista e quello comunista.

Il virus dell’antisemitismo, spesso mascherato dietro all’antisionismo, sta tornando ferocemente a galla proprio in una fase storica contraddista da una crisi economica globale, esattamente come avvenne con l’ascesa del nazismo in Germania. Si descrivono gli ebrei come coloro che hanno provocato la crisi, come quelli che controllano l’economia globale e che da questo momento di crisi globale traggano guadagno. Insomma si descrive l’ebreo come “il cancro del mondo”, parole usate a suo tempo da Hitler e oggi da gente come Ahmadinejad o da alcuni leader arabi, sussurrate (ma non per questo meno pesanti) da diversi leader sudamericani e condivise da una larga schiera di persone che, come detto, sarebbero spesso agli antipodi ma che sono unite dallo stesso odio verso tutto ciò che è ebraico.

Ci sembra francamente arrivato il momento di reagire con fermezza a questa vera e propria caccia all’ebreo. Per farlo la strada migliore (ma non l’unica) è quella della legalità e del coordinamento tra i paesi interessati da questo fenomeno che su internet ha raggiunto livelli incredibili. Per questo abbiamo chiesto che anche l’Unione Europea faccia passi verso le autorità americane affinché consegnino velocemente i dati degli utenti di quell’orribile forum e di altri siti internet che ventilano o incentivano l’antisemitismo. Questa volta non ci faremo mettere la stella gialla sul petto senza reagire.

Noemi Cabitza

 

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