> Scoop di fine anno: “Libero” critica il governo! >

domenica 2 gennaio 2011

Scoop di fine anno: “Libero” critica il governo!



libero editoriale

Se a criticare il “governo del fare” ci pensano i soliti comunistelli, ormai non fa più notizia, ma se l’outing arriva per una volta dalle pagine di Libero, in un editoriale di Bechis Franco del 29 dicembre scorso, allora c’è veramente da preoccuparsi!

Memorizzatene bene il contenuto , non sia mai che a “rinvenire” (per un attimo) oltre a quelli di Libero, siate proprio voi … i Berlusconiani!

libero editoriale1Di seguito qualche stralcio dell’editoriale che parte ricordando le promesse fatte nel 2008 e non mantenute dal governo (Qui l’articolo completo):

“Immutata l'Irap, tassate donazioni e successioni, il sistema erariale è ancora quello di Visco contro cui il Cav portò due milioni di persone in piazza Quel che Silvio deve mantenere Dei 119 obiettivi di inizio legislatura ne mancano 79: il più urgente è la riforma del fisco. Servono il taglio delle aliquote, gli sgravi su tredicesime e premi, i bonus e la cedolare secca sugli affitti”

Continua l’elenco delle promesse (su 119 “punti” promessi ne sono stati portati a termine appena 40 in due anni di governo), cercando poi di trovare le motivazioni di tale fallimento (cita il tradimento dei Finiani e le varie emergenze tipo il terremoto a L’Aquila):

“Nei 32 mesi di governo ne ha realizzati - qualcuno solo in parte - 40, e nei 28 mesi che ancora può durare la legislatura mancano quindi all'appello 79 obiettivi promessi. Se si tiene conto che dei 40 realizzati ben 15 sono contenuti in provvedimenti approvati nei primi 100 giorni di governo e 28 nel primo anno, è evidente come dalla primavera 2009 in poi (da quando esplose il caso Noemi) l'attività dell'esecutivo si è ridotta al lumicino. I numeri sono un po' freddi, certo”

Parlando di economia e di Tremonti (diverse volte elogiato soprattutto nella lotta all’evasione fiscale) parla anche dell’economia del paese:

“Dopo due anni e mezzo di governo il sistema fiscale è ancora integralmente quello disegnato da Vincenzo Visco durante l'ultimo governo di Romano Prodi. Cancellata la riforma Tremonti della legislatura precedente, immutata l'Irap, tassate come un tempo donazioni e successioni. È quasi tutto in piedi quello per cui proprio Berlusconi portò in piazza due milioni di elettori a sfilare contro il governo delle cento tasse”

Dopo aver ricordato le cifre promesse per il 2011 dalla lotta all’evasione (20 miliardi di euro , ndr), arriva anche qualche consiglio al governo, invitando ad attuare quell’azioni più volte promesse e mai mantenute: abbassamento della pressione fiscale, abbassamento delle aliquote alle famiglie e alle imprese ( “prevista dal programma PdL e restata lettera morta”, ndr), gli affitti e la detassazione delle tredicesime e i premi di produttività (“era uno dei cardini programmatici è stata tentata sperimentalmente e poi via via ridotta fino al tetto dei 60 milioni di euro complessivi previsto per il 2011: un'inezia” , ndr).

Poi l’invito finale:

“Ci saranno state mille ragioni in questi due anni. Ma non c'è ragione di proseguire se nemmeno un provvedimento per un fisco più giusto si può portare a casa. Allora meglio archiviare tutto e andare a votare”





 

Nessun commento:

>