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venerdì 14 gennaio 2011

Marea nera a Porto Torres. L’Italia ha 40 navi anti inquinamento ma ne manda una sola a pulire



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Marea nera in Sardegna. Alcune fra le spiagge più belle dellll’isola sono lordate da decine di migliaia di litri di olio combustibile (non solo 10 mila) finiti in mare due giorni fa a Porto Torres durante le operazioni di scarico nella centrale E.On di Fiume Santo.

Ora, solo ora, il ministro dell’Ambiente ha inviato sul posto una nave-spazzina anti inquinamento della Ecomar Castalia, il consorzio che si occupa della bonifica in caso di inquinamento. E’ l’unico provvedimento che ha preso, a quanto risulta: ma la flotta Castalia è composta da 40 navi.

Anzi. Menomale che il disastro di Porto Torres non è avvenuto un mese fa. Il mare italiano è rimasto sguarnito di servizio antinquinamento per due mesi.

L’olio combustibile è finito nel Golfo dell’Asinara. Off limits fino ad avvenuta bonifica l’accesso al mare nel litorale di Platamona, da Porto Torres ai confini del comune di Castelsardo. E cosa ha la Sardegna, oltre alle sue spiagge?

Lungo le coste si è formata una vistosa ed estesa macchia nera, rilevabile sia in mare che soprattutto a terra, con enormi chiazze che si stanno formando sopra e sotto la sabbia.

Stupisce la, diciamo, scarsa presenza del ministero dell’Ambiente in questa faccenda. Al “tavolo tecnico” convocato stamattina d’urgenza dall’assessore provinciale all’Ambiente hanno preso parte sindaci, una delegazione di E.On e i vertici della Capitaneria di porto di Porto Torres. Da Roma, l’Ansa non cita nessuno.

Finora il ministro Prestigiacomo non ha fatto intervenire neanche l’Ispra, il braccio tecnico e scientifico del ministero dell’Ambiente: cosa che pure le è stata richiesta, in una lettera, dal Comitato d’intervento per ripulire la marea nera di Porto Torres

Comunque, dicevo, il ministro Prestigiacomo ha inviato sul posto una delle navi spazzine del consorzio Castalia, che dal 1999 si occupa di bonifiche e la cui convenzione col ministero dell’Ambiente, scaduta all’inizio di ottobre, è stata rinnovata solo il 16 dicembre scorso.

Il consorzio è composto da soci armatori operanti nei vari porti in attività antinquinamento, offshore, rimorchio e indagini marine. Gli interventi in mare, si legge sul sito Castalia, vengono disposti dal Ministero dell’Ambiente. Le unità della flotta sono 40, “specificatamente attrezzate per la lotta all’inquinamento marino, dislocate lungo tutte le coste italiane ed in particolare nelle aree marine protette”.

Alcune navi sono d’altura, in grado di operare in acque internazionali, e “30 unità possono operare nelle acque territoriali fino a 20 miglia dalla costa e anche in bassi fondali”, curando “l’abbattimento di inquinamenti da idrocarburi”

Ho dato un’occhiata ai luoghi di dislocazione delle navi. Cinque unità spazzine sono in Sardegna, due delle quali nel Nord dell’isola. Qualcuno sa spiegarmi perchè il ministero ha disposto che ne intervenga una sola?

Su Ansa migliaia di litri di olio combustibile in mare a Porto Torres

Su Alguer olio combustibile in mare a Porto Torres, spiagge interdette

Su Alguer lettera al ministro Prestigiacomo dal Comitato per Porto Torres

il sito internet di Castalia e il servizio nazionale anti inquinamento marino, con i servizi offerti e l’ubicazione delle navi

Su Correnti sospeso in ottobre il servizio anti inquinamento marino

Sul Notiziario delle Eolie rinnovata in dicembre la convenzione con Castalia

Su Facebook la pagina del Comitato d’intervento per ripulire la marea nera di Porto Torres

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