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mercoledì 5 gennaio 2011

Emergenza rifiuti a Napoli, le immagini smentiscono le narrazioni televisive di una città ripulita. Due video



Emergenza rifiuti a Napoli, i filmati di Youtube smentiscono le mendaci narrazioni televisive di una città liberata (o in via di liberazione) dalla monnezza e illustrano il miracolo mancato – l’ennesimo – promesso per Capodanno.

I mucchi fetidi e smisurati sono ancora lì, appena dietro l’angolo delle vie del centro più luccicanti di vetrine e di negozi. Spesso incendiati e nemmeno spenti, così che fetore si aggiunge a fetore e veleni si aggiungono a veleni.

Mucchi smisurati. Siamo abituati a prendere con diffidenza e cautela i vocaboli roboanti. Solo le immagini, talvolta, possono restituire il significato alle parole. Venite: ve le mostro. Uno di questi cumuli prima e durante l’incendio, alla faccia di chi aveva promesso almeno di innaffiare la monnezza perchè fosse impossibile appiccare il fuoco.

Il fetore no: quello non è restituito dai filmati e dovete immaginarlo. Ma sarà facile: vedrete.

I due filmati riprendono il medesimo cumulo situato nelle vicinanze di una scuola di Giugliano, nell’hinterland napoletano. l primo è stato girato il 29 dicembre.

Pazientate per i primi 50 secondi, durante i quali viene ripresa una strada normale e c’è di notevole solo un “Roma merda” a caratteri cubitali su un muro. Poi arriva il mucchio smisurato, che i rimanenti due minuti del filmato non bastano ad esplorare.

 

Stesso luogo, stesso “Roma merda” sul muro, stessi 50 secondi per arrivare al cumulo: che però stavolta sta bruciando, e i due minuti residui del filmato non bastano per cogliere l’intera estensione della monnezza da cui si levano lingue di fuoco lente e tenaci. E tanto, tanto fumo. Il video porta la data di Capodanno.

 

 

Ieri si è svolto un altro vertice per fronteggiare l’emergenza. Promesse altre discariche, visto che quelle attuali sono sature e non si sa dove portare i rifiuti.

Errare è umano (e a Napoli errano da vent’anni), perseverare è diabolico. Il problema dei rifiuti si risolve riducendo i rifiuti. Concetto da non confondere con la raccolta differenziata: significa eliminare tutti gli imballaggi, le scatole, i flaconi prodotti solo per finire al più presto in discarica.

La provincia di Napoli è la più fittamente popolata d’Italia. Quindi produce più monnezza e ha meno spazio in cui sotterrarla. Dato che ogni discarica ha il brutto vizio di riempirsi prima o poi, la situazione napoletana riassume e condensa l’insostenibilità di un modello di vita e di consumo che produce cose e imballaggi solo per gettarli via.

Solo di recente una timida ordinanza del sindaco Jervolino contro gli imballaggi inutili (aspetto con curiosità e ansia di vedere attuata) ha cercato di instradare l’emergenza rifiuti di Napoli sulla retta via.

Nessuno si illuda che l’emergenza rifiuti di Napoli sia un unicum mostruoso e irripetibile. Tutte le discariche hanno il brutto vizio di esaurirsi, e quando non c’è posto per costruirne altre all’onor del mondo (minimizzando ad esempio il rischio di inquinamento del sottosuolo e il numero delle persone esposte alle puzze), il posto non c’è e basta.

Napoli è anche il Lazio, la Calabria, la Lombardia eccetera. Basta aspettare.

 

Su Il Fatto Quotidiano Napoli, ripulite per le feste solo le vie dello shopping

Su Repubblica Napoli, una nuova discarica

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