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giovedì 27 gennaio 2011

Aspettando il federalismo che verrà



Dopo il “bunga bunga o morte” dei berluscones, arriva anche il “Federalismo o morte” dei legaioli. Alla maniera del Dottor Gechil e Mister Haid i due compagni di merende innalzano i limiti invalicabili dei loro totem. Il Papi e l’ex celodurista Senatur brandendo e minacciando coi loro feticci, rappresentano la nitida immagine del paese che stanno sfasciando, il fallimento di una politica, di una maggioranza e di un governo.
Mentre le istituzioni del Paese rischiano il collasso, il totem federalista legaiolo che ripete come un disco rotto “basta si faccia il federalismo” è diventata oramai una puttanata che si sta scoperchiando.

I terremotati protestano, i giovani sono senza lavoro e speranza, i disoccupati aumentano, la riforma universitaria taglia le gambe alla ricerca e provoca tensioni e proteste, c’è la monnezza a Napoli, in Afghanistan muore l’ennesimo nostro soldato,ecc. “Prima il federalismo”.

Intanto il decreto sul federalismo fiscale slitta nuovamente: il Consiglio dei ministri ha deciso il rinvio di una settimana dei termini per il voto del provvedimento sul fisco comunale che doveva essere esaminato nella commissione bicamerale entro il 28 gennaio.
Di fatto lo stop era avvenuto ieri dall’ ANCI e dalle Regioni e da tutte le opposizione che avevano detto non disposte a votare un federalismo “porcata”.

Come vedete i diktat hanno fatto flop. E di flop in flop, in Padania intanto sembra che i legaioli siano anchilosati, in panne e stanno spostando un pò tutto, come scrive Ave:
“Dal dentista? La comunione? Una gita fuori porta? Per carità. Prima il federalismo!
Qualcuno, più longobardo di altri, ha avuto il coraggio di spostare persino il compleanno. E si racconta il mito di un moribondo che ha deciso di rimandare il proprio trapasso a federalismo compiuto”. Anche la signora (foto) dovrà aspettare sto cavolo di federalismo.

 

 

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