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mercoledì 19 gennaio 2011

Anche i preti nel loro piccolo si incazzano



Noi siamo stati fra i primi ad esortare il mons Fisichella a fare presto nel contestualizzare il “puttanaio” di Arcore, dopo esserci brillantemente riuscito con la bestemmia.

Contestualizzare il bunga bunga pare sia un cincinino più complicato.

L’aiuto alle “ragazze bisognose” (Caritas) e poi la sorpresa shock della “nuova fidanzata” si sono rivelate mosse patetiche, disperate e ridicole su cui è meglio stendere un velo pietoso.
Cosi il nostro Fisighella che si era messo subito al lavoro, dopo svariati giorni, non riesce a contestualizzare una minchia.

Pare che le maggiori difficoltà arrivino dal quel cavolo di Vangelo (prima o poi dopo la Costituzione, la giustizia bisognerà riformare anche quello e metterci una pietra sopra), “là dove Gesù evoca la tremenda pena dell'affogamento attraverso una macina appesa al collo per quanti fanno del male a bambini e a minorenni in genere”.

Per ora in Vaticano si fa il verso del pesce, ma i beni informati fanno capire che lo sconcerto e l’ imbarazzo sta arrivando anche nella Segreteria di Stato che ha fatto del Papi l’uomo della provvidenza.

La strada dell’omertà e della convivenza è tutta in salita e si fa sempre più fatica a praticarla, pare che preti, vescovi e cardinali stiano sotterrando l’ascia di guerra.
Intanto sono alcuni preti (mosche bianche) ad aprire il fuoco.

Don Luigi Ciotti, ieri sera, a L'infedele di Gad Lerner
“Chi ha un ruolo pubblico deve sentire forte l’istanza etica di rispondere alla collettività. Oggi tutto è semplificato, quasi deriso. Oggi sento troppo spesso giustificare questi atteggiamenti e questo utilizzo delle persone: basta. E' davvero il tempo del disgusto”.

Don Andrea Gallo al Secolo XIX:
«Com’è possibile che dal Cardinal Ruini a Bagnasco, da Fisichella fino al Santo Padre nessuno si indigni per il comportamento di Silvio Berlusconi?
«Alla Chiesa non importa più nulla dei poveri e dei deboli. Vive di privilegi, vuole difenderli e ne vuole conquistare di nuovi. Basti pensare all’8 per mille o ai contributi alle scuole cattoliche, che poi di cattolico non hanno proprio nulla. C’è anche l’esenzione fiscale sugli immobili della Chiesa, che non pagano l’Ici, o le politiche bioetiche».

Don Paolo Farinella al Fatto quotidiano:
“Chi le ha detto che il Paese chiede la governabilità di questo governo, capeggiato da un mafioso corrotto e corruttore che ha ridotto la Nazione ad un cencio insozzato come dimostra il mercato inverecondo di parlamentari per restare a galla e salvarsi dai tribunali?”

Infine al mitico e colorito Don Giorgio dal suo Blog:
"La gerarchia attuale della chiesa - notate la c minuscola - si è prostituita al potere più lurido
lasciandosi inculare per un pugno di... sovvenzioni pecuniarie! "

Come vedete anche i preti nel loro piccolo si incazzano e pare che anche al bambinello romagnolo: (nella foto tratta da la piazza di Rimini) gli sia scappato: ”Ma, an la vègh cèra per mè, che tradotto dal romagnolo significa: Mamma non la vedo chiara per mè ovvero “C'è del marcio in Danimarca!”.

 

 

 

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