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venerdì 31 dicembre 2010

Ufficiale, no all’estradizione per Cesare Battisti!



Battisti, no all’estradizione. Palazzo Chigi: “Inaccettabile. Lula lo spieghi agli italiani”.

Il premier risponde con una nota al senatore brasiliano Eduardo Suplicy, che in un'intervista al Riformista afferma: "Il premier ha garantito a Lula che non creerà polemiche qualunque sia la decisione"

L’annuncio ufficiale di Luis Inacio Lula da Silva è arrivato. Il presidente brasiliano ha scelto di negare l’estradizione per Cesare Battisti. Molta influenza sul presidente brasialiano ha avuto l’Avvocatura generale del Brasile. Con un parere inviato nel pomeriggio del 30 dicembre, aveva raccomandato al presidente di negare l’estradizione in Italia di Cesare Battista. Nel parere inviato al capo dello Stato, l’avvocatura argomentava che Battisti potrebbe trovarsi in una “grave situazione” se fosse rimandato nel suo paese d’origine. Secondo l’Avvocatura il trattato di estradizione tra Brasile e Italia dà margini al presidente Lula per tenere Battisti nel paese latinoamericano, indipendentemente dalla decisione della Corte suprema che autorizza l’estradizione.

Attraverso un comunicato di Palazzo Chigi, la presidenza del Consiglio dei ministri fa sapere: “Sarebbe incomprensibile e inaccettabile se l’eventuale no all’estradizione fosse motivato con il peggioramento delle condizioni di Cesare Battisti in caso di detenzione in Italia. Il Brasile dovrà spiegarla agli italiani”.

Ma intanto la polemica politica divampa, con il premier Silvio Berlusconi, che attraverso una smentita al giornale Il Riformista“, fa sapere di non avere “mai mostrato sottovalutazione per la vicenda dell’estradizione, richiamando invece costantemente la linea perseguita dall’Italia a ogni livello perché Battisti venga riconsegnato alla giustizia italiana”. Parole confermate dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: “Siamo pronti a qualsiasi misura per ottenere l’estradizione”.

Attraverso una nota governativa il presidente del Consiglio fa sapere: “L’ultimo atto ufficiale di una lunga serie in questo senso è stata la convocazione, il 21 dicembre scorso a Palazzo Chigi, dell’ambasciatore del Brasile a Eoma, José Viegas Filho, da parte del sottosegretario Letta“.

In un’intervista sul Riformista, Eduardo Suplicy, senatore del Pt (il partito del presidetnte Lula), ricostruisce i fatti in maniera diversa. Suplicy afferma: “Berlusconi ha detto a Lula che, qualunque sia la sua decisione, non monterà una polemica sul caso”.  E aggiunge: “Ne sono certissimo. Quando Lula e Berlusconi hanno parlato del caso, era presente Carvalho, capo di gabinetto del governo uscente. Me l’ha confermato Carvalho stesso”.

Nell’intervista il Senatore entra anche nel merito del passato di Battisti: “E’ innocente. Non ha a che vedere con quegli omicidi. Cesare Battisti ha preso parte ad attivitá sovversive, ha partecipato ad atti che definisce di espropriazione proletaria, ma ha avuto discussione dure con gli altri militanti dei Proletari armati per il comunismo. Non era d’accordo con nessun atto di violenza diretta sulle persone. E quando si seppe dell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse abbandonò i Pac. Quando fu condannato dalla giustizia italiana la prima volta gli imputavano la semplice attivitá sovversiva. L’accusa di omicidio venne dopo e fu mossa da persone di dubbi attendibilitá”.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha fatto sapere, attraverso una nota, di non volersi eprimere pubblicamente sul caso Battisti se non successivamente al previsto annuncio della decisione del Presidente Lula. Frattini ha anche precisato che “il governo italiano si riserva, sulla base della decisione del presidente brasiliano, di considerare tutte le misure necessarie per ottenere il rispetto del trattato bilaterale di estradizione, in conformità con il diritto brasiliano”. La Farnesina ribadisce anche che negli ultimi due anni il ministro ha personalmente sollevato, in ogni occasione di incontro con le autorità brasiliane, il caso, “rappresentando la forte aspettativa del governo italiano affinché quest’ultimo possa essere estradato in Italia”.

 

 

da Il Fatto Quotidiano





 

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