> No, mi sa che non l'hanno presa tanto bene. >

venerdì 17 dicembre 2010

No, mi sa che non l'hanno presa tanto bene.



Ma dico, nel mondo, come l'hanno presa la fiducia a Silvio Berlusconi? Come hanno preso questa ennesima riconferma? Siccome il nostro Presidente del Consiglio continua a dire che è uno dei leader "più influenti e considerati nei vertici mondiali", che agli ultimi summit i grandi del mondo facevano la fila per farsi fotografare con lui, siccome dice di essere stato lui a ridare "prestigio ed autorevolezza all'Italia in sede internazionale", siccome i Ministri del Governo Italiano affermano che noi il Finansial Tamms non lo sappiamo leggere, beh, ecco, non ci resta che provare ad osservarla davvero, con i nostri occhi, questa autorevolezza.

Partiamo dall'Economist, mostro sacro del giornalismo internazionale. Il Cavaliere è un leader "aggrappato", appeso - e guardate come - l'Economist lo ripete in continuazione, da anni, "la farsa deve finire", "ogni nuovo scandalo indebolisce l’autorità del premier e lo mette in ridicolo - insieme a tutto il paese - ... oggi rimane solo un Casanova avanti negli anni che resta aggrappato al potere". E' incredibile come il Cavaliere riesca a bordellizzare - esteticamente, s'intende - i media più seri ed autorevoli del pianeta.

[Leggi: "Clinging on" - "The Glory of Berlusconi"]

E veniamo al Financial Times, per la gioia di La Russa. L'aver evitato la sfiducia per Papi è una "vittoria di Pirro". Ad uscirne sconfitto, "come spesso accaduto durante la farsesca leaderdership di Berlusconi", è ancora una volta il Paese intero: il voto "ha solo prolungato la paralisi politica". La settima economia mondiale ha bisogno di riforme, e "B. ha dato prova senza dubbio alcuno di non essere in grado di affrontare le sfide necessarie. La tragedia italiana è che finora non è emerso nessuno più capace che possa farlo sloggiare". Insomma, bisogna "porre fine" all'era di Silvio. Sotto la sua leadership l'Italia è crollata "in tutti gli indici economici e di libertà economica ... B. non è solo imbarazzante per il suo paese, è anche un peso ... Delle abitudini è difficile liberarsi, ma B. per l’italia è diventato un'abitudine troppo costosa". Il Paese ha sì retto, ma quello del Cavaliere rimane un fallimento politico ed economico inconfutabile. "Solo in camera da letto potrebbe fare meno danni", sentenzia la Lex Column del Financial.
Il Guardian, a poche ore dal voto del 14, si chiede impietosamente: "In quale paese un leader sopravviverebbe a un voto di sfiducia dopo essere stato accusato di accordi con la Russia su questioni energetiche, legami con Cosa Nostra, acquisto di voti in parlamento, abuso di potere per far rilasciare una giovane coinvolta in giochi erotici chiamati bunga bunga? E tutto in soli due mesi?". Beh, la risposta c'è stata.

"La cosa imbarazzante è che dopo essere stato al centro della vita politica del paese per 16 anni, Berlusconi occupa tanto spazio che è difficile immaginare un futuro senza di lui", scrive The Independent. Ma non ce la fanno, non riescono a concentrarsi, i giornalisti inglesi ... i commenti politici sul 14 ci sono, certo, ma la tentazione di ripubblicare in continuazione le tonnellate di gaffe papali è troppo forte. Ed infatti cedono, anche stavolta. A rimorchio pure The Telegraph, che scrive: "Molto meglio andarsene ora, con gli applausi nelle orecchie, prima che la commedia scivoli in tragedia". E poi ridaje, vagonate di figure fecali che non vi dico. Gay, Hitler, Ville, Mignotte. Dall'altra parte della Manica, o meglio, dei confini nazionali, non ce la fanno proprio a prenderlo sul serio.

Beh vabbè, magari in Germania ... lì sono più seri, rigorosi. Lì c'è Frau Merkel. Macché. Politica italiana? Pizza, criminalità e scandali sessuali, per farla breve. Il Bild pubblica raffiche di fiamme berlusconiane, i soliti "affari sessuali", tra prostitute, politiche e minorenni: D'Addario, Noemi, Ruby, Minetti. Il Suddeutsche riepiloga le "lotte" del Premier: significative le foto di Dell'Utri e Craxi, interessanti le didascalie su Milan, Mediaset e Massoneria. Non solo: di materiale ce n'è molto, e l'autorevole quotidiano liberal dedica un pezzo all'anello tricolore da 1.400 euro che il Premier sta regalando a tutte le deputate Pdl. Questi italiani. Per il Financial Times Deutschland B. è diventato "ricattabile" ed il suo esecutivo è "incapace di governare". Si ironizza sul "Silvio", improbabile moneta del futuro, per poi dedicare ampio spazio fotografico a "Die Skandale des Silvio B.". Un sondaggio di FTD sentenzia: lo stile di Berlusconi è "intollerabile". Lo Spiegel completa il quadro, impossibile rinunciare ad alcuni grandi classici: "Mafia, Korruption, und Wilde Parties".

Francia. "Il Caimano salva la pelle", sospira Liberation. Nonostante "gli scandali sessuali e le recenti defezioni" B. è sfuggito "alla bocciatura, ma la sua è una vittoria effimera", fragile, questo il giudizio del conservatore Le Figaro. Solo poche settimane prima il noto quotidiano francese - non certo vicino alla sinistra - aveva parlato di "Crepuscolo Berlusconiano", di una popolarità "mai così bassa", di un'epoca di "grida, bugie e promesse mancate". Berlusconi "è riuscito a fuggire dalle dimissioni, non dalla crisi politica", confermano quelli di Le Monde. Ma non ci sono alternative credibili, ed è questa la vera forza del Cavaliere. Poi certo, come rinunciare ad una bella gallery con gli "eccessi" del Premier italiano?


In Israele la prendono male, la mancata sfiducia significa definitiva rottura tra popolo e Governo, definiscono il Premier un "sopravvissuto che di certo non ha vinto". Persino dalla Russia piovono parole durissime: "l'Europa ora ha un paziente malato in più, l'Italia", un Paese "governato male" che dovrà "sopportare ancora un po' il suo leader", Paese dove vige "la democrazia di Silvio", e cioè "controllo dei media totale, come neppure aveva sognato Mussolini". In Olanda introducono il voto del 14 con un netto "La vergogna chiamata Berlusconi". Sì, a giudicare da questa immagine sembra abbiano perfettamente compreso la situazione:


In Spagna El Pais ha le idee chiare. "I Transfughi ed i Ribelli salvano Berlusconi". Micidiale l'editoriale di Miguel Mora, la leadership italiana resiste non sul consenso ma sui favori, sui soldi, sul potere economico. Quella di B. è una vendetta che "puzza di clamoroso autogol". Ora il Premier "è rimasto solo, con i suoi soldi, le sue tv, le sue cause pendenti, le sue gaffe". L'effetto dello show andato in onda il 14 dicembre "sarà quello - se possibile - di aumentare il discredito internazionale della politica italiana". Per il Paese è stata una giornata "tragica".

Ma negli Usa? Mentre i rapper cantano "Agli italiani glielo metto in culo come Mussolini", il New York Times racconta al mondo il fallimento di Berlusconi: un "fallimento personale", il suo. E' un "leader screditato", dicono da Manhattan, la corruzione è "pervasiva", il suo restare "in carica ha estenuato l’Italia", e questa "non è una situazione che il Paese può tollerare a lungo. Servono, e servono con urgenza, nuovi leader, nuove elezioni e uno stile di governo più onesto". A Washington Foreign Policy non ha dubbi sui problemi - di ordine "morale" - dell'establishment italiano. Ma il capolavoro si concretizza con quelli del Time. La fiducia dell'altro giorno diventa un ottimo pretesto per mostrare ai lettori di tutto il mondo le basi, le fondamenta su cui regge l'esecutivo italico. "Silvio Berlusconi and the politics of sex".

No, scusate, non era quello il capolavoro. Il capolavoro è questo. Non solo Zuckerberg, l'ideatore di Facebook - appena eletto "uomo dell'anno" proprio da Time - il grande magazine americano ha voluto celebrare in qualche modo anche il nostro Leader. D'altronde era appena entrato nella ristrettissima cerchia dei "Tacchini" di Aol, unico cittadino non americano in concorso, e per quelli del Time ignorarlo sarebbe stato impossibile. Ed infatti. Tenetevi forte. Il Bunga Bunga - ebbene sì - è entrato nell'iper-esclusiva classifica di fine anno: "Top 10 Buzzwords" del 2010. E' bello essere autorevoli.

 

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